Martina Franca. Presentata la bozza del Documento strategico del commercio

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Economia


È stata presentata, presso la sala conferenze del Museo delle Pianelle di Palazzo Ducale, la bozza del nuovo Documento strategico del commercio, strumento disciplinato dalla legge regionale 16 aprile 2015, n. 24:

Alla fine del 2014 l’Amministrazione comunale, con provvedimento dirigenziale, aveva affidato al Centro Assistenza Tecnica di Sistema Impresa scarl della Confcommercio di Taranto, l’incarico per l’adeguamento della pianificazione commerciale al nuovo quadro normativo, in un’ottica di riorganizzazione e di valorizzazione commerciale all’interno degli strumenti di governo urbanistico e regolamentare della città, anche al fine di consentire un armonico sviluppo del Distretto Urbano del Commercio, con ulteriori e positive ricadute sull’intero scenario distributivo.

Il Piano, redatto con il contributo del Settore Attività Produttive, si è avvalso dei suggerimenti forniti dai Settori, Urbanistica e Polizia Locale, i quali hanno fornito spunti e proposte sulle quali le associazioni di categoria sono chiamate ad esprimere il proprio parere, così come previsto dalla normativa regionale.

Grazie a questo nuovo strumento di pianificazione, Martina Franca potrà godere di una rete distributiva più bilanciata e più rispettosa delle esigenze di consumo, non solo per i residenti e per i pendolari, ma anche per i numerosi turisti che la visitano.

Nel corso dell’incontro sono state illustrate e discusse le criticità emerse dal lavoro di analisi e studio della realtà: calo di attrattività del territorio, inadeguatezza della rete viaria e carenza dei parcheggi, adeguamento delle medie strutture di vendita esistenti, migliore organizzazione delle aree mercatali, valorizzazione del centro storico ed una più ordinata distribuzione dei pubblici esercizi.

Inoltre, sono state esaminate le grandi potenzialità che il tessuto commerciale può tornare ad esprimere, facendo ritornare la città di Martina Franca punto di riferimento dell’intera Valle d’Itria, con importanti ricadute anche in termini occupazionali.


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