Ancona: “Siamo ancora il cambiamento”

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Elezioni Amministrative 2017, Politica


Il cambiamento va radicato in città e per questo, nonostante quattro anni di governo da Palazzo Ducale, Franco Ancona è convinto di essere ancora il portatore dell’innovazione politica a Martina Franca, tanto da fare appello anche a coloro che sono di centrodestra ma non sono convinti dagli attuali rappresentanti e schieramenti, che rappresenterebbero l’immobilismo.

Durante la conferenza stampa di presentazione dell’opuscolo stampato sul lavoro fatto in questi anni, Franco Ancona comunica che è stato finanziato con quattro milioni di euro il parcheggio in Piazza Mario Pagano, segno, secondo l’ex sindaco, che in questi anni trascorsi si è lavorato davvero per la città.

Al primo posto, tra le cose fatte, la cultura, e in questo pentolone c’è un po’ di tutto, dalla sagra all’evento del Festival della Valle d’Itria. L’enorme lavoro fatto in quattro anni ha davvero rimescolato un po’ le carte in città, tanto che alcuni sembra si lamentavano che si faceva troppo. Certo, sarebbe stato preferibile creare le basi perchè la cultura divenisse asset economico, eppure si è sempre preferito aprire le porte a tutti, senza distinzione di sorta.

Dopo la cultura, tocca all’edilizia, allo sviluppo. Il nuovo Pug, la cui redazione è stata già affidata tramite gara, solo se affidato a Franco Ancona potrebbe divenire strumento di snellimento burocratico, perchè permetterebbe a tutti di muoversi con regole certe, al di fuori delle zone grige. Un tema volutamente tenuto ostico, ma a cui consigliamo i cittadini di interessarsi, perchè proprio su questo si gioca il futuro anche economico di Martina Franca. Il messaggio di Franco Ancona è chiaro: se la città vuole progredire non ha che da confermare la scelta del 2012.

A breve partirà un percorso di ascolto nei quartieri, un tour durante il quale riconnettersi con la città. Franco Ancona, presentatosi alla conferenza stampa circondato dai suoi fedelissimi e qualche novità, non ha ancora definito la coalizione, sostenendo che la loro non sia un gruppo di simboli vuoti da riempire, ma un gruppo di persone che ha voglia di fare per la città.

 


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