Trincee drenanti. Quello squarcio in Valle d’Itria. Massafra: “Lavori senza permesso”

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Ambiente, Società


Da giugno si lavora per scavare le trincee drenanti coperte in Valle d’Itria, recapito finale alternativo per le acque reflue del depuratore di Martina Franca. Da ieri il Comitato per la Tutela e la Salvaguardia della Valle d’Itria ha diffuso le foto dei lavori, definendo le trincee uno “squarcio” nel cuore della Valle. Isabella Massafra, coordinatrice della Cgil di Martina Franca, da anni in prima linea per la difesa del territorio e tra le persone più informate sull’argomento, ha pubblicato su Facebook un post sostenendo che quei lavori non hanno nessuna autorizzazione: “Chiedo ai cittadini della Valle d’Itria e in primo luogo a quelli di Martina Franca, visto che ciò che accade colpisce il territorio sotto la giurisdizione di questo comune, se a qualcuno di voi sia mai accaduto che, per il solo fatto di essere proprietario di una parte di suolo, considerato dal PRG edificabile, un bel giorno decide di farsi la casa senza chiedere il permesso di costruire con tutto ciò che una tale richiesta comporta e farla franca con la legge e con i controlli, essendo considerato un abusivo. L’AQP lo ha fatto, ha iniziato i lavori senza chiedere il permesso di costruire al Comune di Martina Franca, per realizzare un progetto, che, tra l’altro non si sa bene da chi sia stato approvato. E gli Enti preposti al controllo del territorio: l’ARPA, la Sovrintendenza archeologica, la sovrintendenza dei beni culturali e ambientali, l’ASL, l’Ufficio tecnico comunale, senza contare i livelli amministrativi della Regione, della Provincia, del Comune di Martina Franca, dell’Agenzia idrica pugliese, che si è sempre schierata contro le trincee drenanti in Valle d’Itria ecc. Dove sono e come svolgono lavoro funzione di controllo? Senza VALUTAZIONE D’IMPATTO AMBIENTALE e SENZA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA, stanno intervenendo in Valle d’Itria con lo stesso piglio delle FORZE ARMATE! Puntano sull’indifferenza, il timore e il desiderio di quieto vivere della cittadinanza. Ma chi sono? Siano fermati in tempo da chi ha il dovere di farlo”.


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