Festival del Cabaret all’Ateneo Bruni. Negato l’atrio (privato) di Palazzo Ducale

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Cultura, Società


Il messaggio arriva forte e chiaro: prima di utilizzare l’atrio di Palazzo Ducale bisogna chiedere il permesso al condominio. E basta un proprietario che non è d’accordo che tutto si blocca. Il Festival del Cabaret è stato costretto a spostarsi all’Ateneo Bruni, quest’anno per la XXI edizione, perché la famiglia proprietaria di alcuni locali che si affacciano sull’atrio, non hanno dato il permesso. “Nessun commento, al momento“, ci dice uno dei membri della famiglia “valuteremo se intervenire pubblicamente. Comunque ci sono sentenze del tribunale di Taranto“. Che dicono? Non si sa, al momento, né l’Amministrazione le ha mai diffuse. Il privato, quindi, in virtù del diritto della proprietà privata, può scegliere se destinare l’atrio di Palazzo Ducale o meno a seconda dei propri gusti? Ci chiediamo, legittimamente, immaginando che preferisca le arie del Festival della Valle d’Itria alle battute dei comici di quello del Cabaret. Proprio perché è un atrio condominiale, le auto dei proprietari possono entrare.

Già da qualche anno la famiglia scalcerebbe per non ospitare eventi che non siano il Festival della Valle d’Itria, e dopo alcune proroghe concesse, quest’anno non c’è verso, il Cabaret si faccia altrove. La questione però è generale, perchè riguarda un pezzo di città che dovrebbe appartenere a tutti, o meglio, il cui uso non dovrebbe sottostare al volere di un singolo privato. Una vicenda che, con le dovute differenze, ricorda molto quanto succedeva poco tempo fa in via Trento, dove un imprenditore privato ha fatto valere il diritto di proprietà sulla strada mai espropriata.


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