Caso Docks 101 tra Art bonus e nuovo regolamento sui dehors. Cerchiamo di fare chiarezza

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Società


Torniamo ancora una volta, per cercare di fare chiarezza, sulla vicenda che ha visto protagonista il Docks 101 e il comune di Locorotondo.

Nella giornata di ieri i proprietari del locale locorotondese hanno comunicato di aver ricevuto un’ordinanza comunale che  dice grossomodo  che la work station bar esterna situata nella piazzetta antistante al locale deve essere smontata “ravvisata- si legge sull’ordinanza n. 90/2017 del 03.08.2017- la necessità di arginare fenomeni dannosi per il decoro urbano e l’immagine della città soprattutto all’interno del centro storico che deve essere curato per accogliere degnamente cittadini e turisti corroborata dall’esigenza di innalzare la qualità dell’immagine e del decoro urbano, eliminando situazioni di degrado incompatibili con la tutela del patrimonio culturale”.

Ricordiamo che nel 2015 il Docks ha rigenerato proprio quella piazzetta dove oggi c’è la work station bar e i tavolini  togliendo di fatto l’asfalto e mettendo al suo posto le chianche di pietra. Tutto ciò è avvenuto grazie all’utilizzo di un decreto legge  chiamato Art bonus,  ma in quel progetto non c’era di certo  la work station esterna.

L’Art bonus fu una delle ultime questioni  affrontate dalla prima amministrazione Scatigna quando il 10 marzo 2015 fu  approvato  in consiglio comunale  l’adozione di questo strumento  fortemente voluto dall’allora capogruppo di maggioranza, Vito Speciale supportato dal consigliere Antonio La Ghezza.

Il famoso decreto Franceschini per il recupero dei beni culturali prevedeva e prevede  la deducibilità del 65% delle donazioni devolute per il restauro di beni culturali pubblici. A usufruire di questo provvedimento fu proprio il Docks 101 che propose al comune una manifestazione di interesse verso  proprio quella piazzetta antistante al locale. Piazzetta che fu ripristinata con un bando pubblico  che venne fatto dal comune,  fu trovata l’azienda e fu pagata dai gestori del Docks.

In cambio il Docks oltre ad aver riqualificato la piazza antistante al proprio esercizio e di conseguenza il patrimonio paesaggistico comunale  ha detratto dalle spese  il 65% che fu diviso in  tre trance diverse  da consumare  nell’anno successivo al 2015.

L’Art bonus  non dava di certo la possibilità di istallazioni permanenti come work station esterne né permanenti né temporanee.

Da un lato quindi c’è la questione dell’art bonus che non c’entra nulla con l’ordinanza del comune e dall’altro c’è il nuovo regolamento sui dehors.

Nel regolamento sui dehors, che è stato rifatto poco tempo fa è vietata la possibilità di questo tipo di istallazione  perché quel tipo di istallazione è difficilmente removibile.

Il vincolo dei  dehors (ma lo era anche nello scorso regolamento)  è soltanto uno: che sia facilmente removibile.

Quella work station è stata autorizzata negli anni passati in virtù molto probabilmente di una  segnalazione certificata di agibilità (S.C.I.A) temporanea, S.C.I.A. temporanea, non definitiva.

Ma  a far scoppiare questo caso che caso non è (se c’è un regolamento che norma i dehors bisogna attenersi a questo) è stato  un altro bar della città  che in virtù di quel tipo di istallazione che c’è al Docks  si è fatto la sua work station.  Ma il troppo si sa stroppia e il comune è intervenuto facendo rispettare il regolamento.

A onore di cronaca Tommaso Scatigna è stato  fin troppo tollerante dando  ai gestori dei locali 30 giorni per rimuovere la struttura salvando di fatto l’estate agli esercizi locorotondesi.


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