Violante: studiate perchè di cretini ne abbiamo a sufficienza

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Politica


L’ARCI Servizio Civile festeggia il giorno della Liberazione invitando Luciano Violante, magistrato, professore universitario e Presidente della Camera dei Deputati dal 1996 al 2001. Violante, ormai cittadino martinese di adozione, è intervenuto sul tema del rapporto tra giovani e politica, un dibattito a cui hanno partecipato sia il professor Antonio Scialpi che Franco Ancona,  soffermandosi anche a rispondere alle domande dei giovani presenti nella Sala Consiliare del Palazzo Ducale.

A parte le domande dei candidati al Consiglio Comunale, che sono state fatte più per dire “io ci sono, guardatemi” (non me ne voglia chi è intervenuto), ci sono state un paio di domande che hanno sollevato il coperchio su una questione di non poco conto: il rapporto tra media di massa e educazione, ovvero quanto influisce la televisione (ma anche gli altri media) sui comportamenti. Un ragazzo (di cui non ricordo il nome, e me ne rammarico) chiede a Violante se non sia il caso di puntare su una Rai di qualità, perchè possa fare da guida pedagogica alla nazione.

Il magistrato risponde con un aneddoto che rievoca il periodo dei suoi studi, della sua laurea a Bari con Aldo Moro: un testo dell’ex presidente della DC che gli studenti erano costretti a studiare, era troppo ostico. Violante e un suo collega di studi decisero di scriverne una versione più scorrevole, una sintesi, che immediatamente andò a ruba. Moro, accortosi di quanto accadeva non se ne rammaricò, ma indicò al futuro Presidente della Camera la differenza tra la semplificazione e la banalizzazione. I mezzi di comunicazione di massa, dice Violante, devono semplificare ma non banalizzare, perchè banalizzando si creano mostri, si appiattisce su un unico livello ciò che ha più facce. E se le generalizzazioni generano fascismi, tanto per rimanere in tema di 25 Aprile, l’unico antidoto è l’istruzione, non solo per i cittadini ma soprattutto per i cittadini che si apprestano a fare politica. Citando Gramsci, che diceva “istruitevi perchè avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza” (ma continuava dicendo “agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza“), Violante indica la strada da percorrere perchè si superi quel gradino che impedisce davvero ai volenterosi di incidere nella società perchè bloccati da una maggioranza intontita da contenuti ignoranti delle televisioni.

E fa bene, a mio avviso, a ricordare la funzione pedagogica dei mezzi di comunicazione, ma mi viene subito in mente un piccola legge sul conflitto di interesse (non solo in riferimento a Berlusconi) che avrebbe attenuato un po’ la condizione in cui si trova ora l’Italia. Celebre, a tal proposito è un discorso di Violante alla Camera dei Deputati del 2003.

Ma è la politica ad essere il centro del dibattito, non foss’altro perchè siamo in campagna elettorale. Davanti ad una Sala Consiliare piena, Violante, a cui va il merito di una schiettezza rara tra i politici, ricorda che la politica è il luogo in cui si lotta per il potere e questo non è un male. Il potere infatti non è una cosa negativa: il potere indica la possibilità di fare qualcosa. E lottare per esso significa impegnarsi a fondo. Ma la politica e l’istruzione devono andare di pari passo, perchè per fare politica bisogna “avere conoscenza” e non conoscenze, come accade ora. E soprattutto, prima di fare politica, bisognerebbe avere un mestiere, una professione, in modo tale da non essere servi di essa, ma liberi di potervi rinunciare.

Il pensiero non poteva non andare ai tanti candidati giovani che sono nelle liste, che non hanno nemmeno finito di studiare e contano di poter governare.

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