Martina Tre è vicina agli operai dell'Ilva: parteciperà alle mobilitazioni

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Politica


Riceviamo e pubblichiamo:

Martina Tre vuole esprimere la sua vicinanza al popolo tarantino, che sta attraversando un momento tragico della sua storia. La nostra associazione, dal momento della sua nascita, si batte per ottenere un mondo più pulito, sano e vivibile. Dopo cinquant’anni i nodi ambientali di Taranto stanno venendo al pettine, e si spera che questa sia la volta buona per dare risposte ad una città ed ad una comunità.

Il presidente onorario di Martina Tre, Giovanni Lo Palco, con tutti i componenti dell’associazione, lancia un appello alla comunità jonica: non esiste, e non deve esistere, una contrapposizione tra operai e mondo ambientalista.

Gli operai sono cittadini di Taranto come gli altri, respirano la stessa aria, ed aspirano ad un mondo più sano come tutti, anzi, sono due volte vittime di questa situazione: oltre a rischiare la salute, lavorando e vivendo in un mondo malsano, ora rischiano anche il lavoro. Non si è sentita una sola voce, nel mondo operaio tarantino, che si sia detta contraria alle bonifiche, e alla riconversione dello stabilimento secondo un modello sano di rispetto dell’ambiente. Loro lo vogliono come lo vogliono tutti. Chiedono garanzie per il loro lavoro ed il loro futuro, ed indicano la strada giusta.

L’inquinamento è stato causato prima dallo stato e, a partire dal 1995, dalla proprietà dello stabilimento, cioè dalla famiglia Riva. Ebbene, che questi due soggetti mettano mano al portafoglio e diano il via a tutte le iniziative ed investimenti che possano portare a soluzione il problema ambientale di Taranto, salvaguardando i posti di lavoro.

La legislazione attuale pone già a carico degli inquinatori l’obbligo di risanare quanto hanno contaminato. Non c’è più tempo da perdere, ed il nostro pensiero va alle centinaia di vittime che indica la perizia della magistratura alla base dei provvedimenti, ed a tutte le migliaia di persone che in questo tempo di colpevole inerzia delle istituzioni e del capitale hanno perso la salute.

Oggi esistono tecnologie per produrre acciaio molto più rispettose dell’ambiente. Che si ponga immediatamente mano alla riconversione degli impianti, e non si obietti che non c’è più denaro. Lo stato può trovare le risorse in quel mondo bancario e finanziario che continua ad arricchirsi prendendo soldi quasi gratis dalla BCE e negandoli alle imprese, e la proprietà ha realizzato tanti di quei profitti dallo stabilimento di Taranto da meritare gli elogi dei professori come il prof. Vieri di Bari, secondo valutazioni monetarie che non tengono conto di morti e ammalati.

L’associazione Martina TRE è in prima linea con Taranto e la sua gente, i suoi operai, pronta a partecipare alle forme di mobilitazione a difesa di ambiente e lavoro, rifiutando qualsiasi logica di divisione, convinta che solo l’unità di tutta la comunità possa portare finalmente Taranto ed il suo territorio a vincere questa che si delinea come una battaglia per la vita.

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