Il governo taglia tutti i fondi all'Istituto di Studi Filosofici più importante d'Italia. La solidarietà di Elio Greco e l'intervista a Gerardo Marotta

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La notizia sta facendo il giro del web da qualche ora. Oggi è stato sgomberato l’Istituto Italiano di Studi Filosofici a causa della decisione del Governo di tagliare i fondi del 100%. I libri, più di trecentomila volumi, un patrimonio culturale di inestimabile valore, saranno trasferiti in un magazzino di Casoria. L’Istituto, fondato nel 1975 da Gerardo Marotta, allievo di Benedetto Croce, è un punto di riferimento importantissimo per la cultura di tutto il Mezzogiorno, dichiarato senza eguali nel 1997 dall’Unesco, che possiede, tra i trecentomila volumi, anche le opere originali di Benedetto Croce e Giordano Bruno.

Ma il Governo ha deciso di tagliare,  perchè con la cultura non si mangia, con la cultura non si abbassa lo spread. E quindi con un bel taglio di forbici e un’istituzione culturale, che ha dato la possibilità a migliaia di studenti e di borsisti di accedere ad un patrimonio enorme di conoscenza è finito impacchettato e chiuso in un capannone nella provincia napoletana.

Gerardo Marotta ha concesso un’intervista a fanpage.it, che riportiamo integralmente:

Solidarietà a Marotta arriva anche da Martina Franca, dal presidente della Fondazione Nuove Proposte Elio Greco che dice: “La più totale solidarietà al presidente Marotta, illustre studioso e benefattore impareggiabile della cultura italiana. A questa solidarietà si aggiunge la protesta senza riserve di Nuove proposte, per i tagli operati dal governo e denunciati dal presidente dell’Istituto per gli studi filosofici, tagli che mettno in pericolo l’esistenza stessa dell’Istituto e condizionano la raccolta di volumi di inestimabile valore, quali quelli originali di Benedetto Croce, Giordano Bruno, altre opere ancora dell’inestimabile patrimonio filosofico”. E aggiunge che sarebbe disponibile ad ospitare parte di quel patrimonio che rischia di andare perduto. . La fondazione Nuove Proposte dichiara la sua disponibilità immediata ad accogliere, per le sue possibilità, una parte di questo patrimonio, qualora il rischio di perderlo si facesse concreto.

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