Province. Martino Carrieri la Valle d'Itria insieme a Taranto. E se invece le abolissero?

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Politica


Martino Carrieri, consigliere comunale della Puglia per Vendola, ieri sera ci manda un comunicato stampa in cui sottolinea alcuni concetti chiave riguardo le province, asserendo che la cosa migliore per Martina Franca sarebbe quella di rimanere in Provincia di Taranto e contemporaneamente che a ruota si aggregassero Locorotondo, Cisternino e Alberobello, considerando che Ostuni farebbe già parte della provincia Taranto – Brindisi.

Scrive:

“Siamo alle porte ci una scelta epocale con evidenti conseguenze politico-economiche per il nostro territorio. E’ giusto fare chiarezza allora. Lo dobbiamo ai nostri cittadini. In effetti, la scelta sembra ardua: far parte della periferia di una non meglio specificata “area metropolitana” (in merito alla quale persino il Presidente Schittulli ha espresso enormi perplessità) o contribuire, tutti insieme, alla costituzione di  una nuova provincia, forte, desiderosa di competere a livello nazionale e internazionale, che vedrebbe nella Valle dei Trulli un polo culturale, turistico ed economico di inestimabile valore?”

E interviene anche a proposito dell’Area Metropolitana di Bari, che rischierebbe di cancellare le specificità dei territori più piccoli: “La ratio legis di unire istituzionalmente una grande città ai comuni che ad essa sono legati per questioni economiche, sociali, territoriali e di servizio, magari a causa di una continuità urbana che si estende quasi senza interruzioni, ha senso nelle grandi metropoli (Roma, Milano, Napoli) non a Bari“.

La sua analisi è condivisibile ma, secondo noi, non esce dai confini immaginari all’interno dei quali le opzioni sembrano solo due: o Taranto o Bari. Eppure, nonostante le Province sono enti antichi, ne parlava addirittura Carlo Cattaneo, nessuno ci impone di mantenerle in vita, o di ragionare su come quattro livelli di governo (Comune, Provincia, Regione, Stato), senza contare l’Unione Europea, moltiplichino i costi e diventino ognuno un centro di potere. Il problema, secondo noi, è politico e non economico. Se affrontiamo il tema delle province da un punto di vista economico ci renderemmo conto che non conviene nè accorparle nè toglierle, ma se lo affrontiamo da un punto di vista politico, invece, non possiamo non renderci conto di come possono essere tranquillamente superate.

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1 Commento

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Commenti

  • Vito Pastore ha detto:

    Carrieri ha centrato il problema. Bisogna pero’ allargare il dibattito ai comuni di Ceglie e Ostuni. Il resto sono solo chiacchiere.