Valle d'Itria. E se iniziassimo dall'immondizia?

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Politica



Un vecchio cassonetto a Martina Franca. La foto risale al 2008.

Oggi è stato pubblicato sull’Albo Pretorio online del Comune di Martina Franca la determina con cui si liquida alla Tradeco la fattura di luglio: pagheremo oltre 400.000 euro per la raccolta. Il Comune ha firmato, il 22 maggio scorso, una proroga fino al 30 settembre, che quindi sta per scadere. Una proroga del costo di oltre due milioni di euro per un contratto stipulato nel 1992.

Il 30 settembre scade la proroga straordinaria a cui, sicuramente, ne seguirà un’altra, dato che i tempi tecnici per fare il nuovo bando non ci sono. La volontà della giunta non manca, si è fatta una campagna elettorale proprio su questi argomenti, ma di mezzo, questa volta c’è la Regione Puglia, con la legge regionale n.24/2012, il cui articolo 24 dice che è espressamente vietato ai comuni fare nuove gare da quando la suddetta legge entra in vigore. Siccome la nuova legge prevede sia gli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) che gli ARO (Ambiti di Raccolta Ottimali), finchè essi non saranno definiti non si potrà che procedere attraverso costosissime proroghe.

Stefano Coletta, sentito sull’argomento, dichiara che il Comune è in attesa di un parere dalla Regione per quanto riguarda una deroga all’articolo 24, proprio per la gravità e la straordinarietà della situazione martinese e si interroga, anche, su ATO e ARO: “Secondo la Regione gli ATO dovranno corrispondere alle province, ma quali, mi chiedo, se è deciso che saranno accorpate? E così gli ARO: saranno stabiliti in base alla popolazione o al territorio“.

Lucidamente, bisogna ammetterlo, indica dei problemi che vanno al di là dei numeri di differenziata e tonnellate conferite in discarica. Prosegue con una proposta: “Perchè non fare un ATO che corrisponda alla Valle d’Itria, dato che Locorotondo si trova nella stessa nostra posizione? Visto che si parla tanto di questo territorio, potrebbe essere una buona occasione per lavorare insieme“.


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