Quanti centridestra ci sono a Martina Franca?

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Politica


Quanti sono i centridestra a Martina Franca? Una domanda legittima, a parere di chi scrive, considerando quello che sta accadendo nel panorama del centrodestra locale, un attimo, un punto della situazione è doveroso farlo. E noi che scriviamo lo possiamo fare non tanto sulla base di supposizioni e fonti, o su giudizi politici, ma partendo da dati certi: i mittenti dei comunicati stampa.

I comunicati stampa di Antonio Fumarola sulla diatriba Chiarelli/Martucci, il parere di Giacomo Conserva sull’ospedale, e i comunicati di Gianfranco Chiarelli partono tutti da quest’ultimo, non solo dallo stesso indirizzo (quello dell’ufficio stampa di Chiarelli, appunto) ma scritti proprio dallo stesso pc, come ci dicono le caratteristiche di Word, che ci confermano che l’autore è un collaboratore di un noto ex quotidiano locale. Tutto viene da quel pc, da quell’indirizzo di posta. Solo i comunicati di Michele Marraffa arrivano da un indirizzo diverso di posta, scritti con un altro computer.

Sarebbe plausibile pensare che ognuno dei rappresentati politici del centrodestra si rivolga ad addetti stampa diversi, come è giusto che sia, nella più totale libertà. Oppure si potrebbe pensare che il Pdl a Martina Franca è spaccato, o meglio, sta perdendo il pezzo che fa riferimento a Michele Marraffa, perchè i vari movimenti a cui stiamo assistendo, fanno pensare ad una convergenza su Gianfranco Chiarelli, coordinatore cittadino e probabilmente prossimo candidato a Roma, o al Parlamento o al Senato, se Vendola deciderà di dimettersi per puntare alla premiership. Questo movimento concentrico non coinvolge solo i consiglieri comunali, ma anche e soprattutto i più giovani, con in testa Giovanni Fumarola di Rinasci Martina e Angelo Lucarella di Francamente, che hanno organizzato in questi giorni un incontro per i giovani di centrodestra. Un “serrate i ranghi” che fa intendere la necessità di ricomposizione dopo l’implosione delle elezioni e soprattutto in vista delle prossime politiche, o regionali, o entrambe.

Poi c’è il senatore Nessa, volutamente non citato, con alle spalle oltre undici anni di carriera in Senato, con all’attivo cinque disegni di legge di cui è primo firmatario, di cui si attendono le mosse per comprendere cosa sceglierà di fare a primavera e, nel frattempo, nel gioco delle parti, se riuscirà a fare da mediatore.

Perchè abbia futuro,  il movimento concentrico non dovrà avere la sua fondatezza incarnata nel Consigliere Regionale, ma dovrà essere capace di generare un dibattito costruttivo intorno ad una nuova idea di centrodestra, laico, moderno e culturalmente preparato.

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2 Commenti

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Commenti

  • Vito Pastore ha detto:

    Ci risiamo. Io vedo le stesse criticità nel centro-sinistra. Molti consiglieri di maggioranza specialmente del PD intervengono “a titolo personale”. Gli assessori specialmente uno sconfina e va oltre le proprie deleghe, nel silenzio dei colleghi che di fatto gli riconoscono la vera leadership. Il Capogruppo PD viene sconfessato. Un consigliere IDV si astiene sul bilancio. Potrei continuare con altri esempi. Per rigenerare la politica serve ben altro sia a destra che a sinistra. Intanto questa e’ la farina e con questa dobbiamo “trombare” i maccheroni.

  • Franco ha detto:

    Ma non si parlava di centrodestra in questo articolo?