Proprio ieri è stata approvata dalla Regione la Commissione Paesaggistica, composta Gianfranco Moro, Gianluca Mastrocinque, Giovanni Nasti, Raffaella Devangelio e Valeria Casulli. La commissione non è ancora operativa, ma questo fatto ci offre uno spunto per parlare di un post pubblicato da Enzo Pascali sul suo blog (www.enzopascali.it) in cui riprende un atto dello Sportello Unico per l’Edilizia che apparentemente annulla in autotutela il permesso di costruire concesso all’Immobiliare Girasole di Giovanni Cassano, perchè:
Verificato che il permesso di costruire n° 26/2011 del 08/03/2011 non è conforme alla strumentazione urbanistica vigente poiché:
− interessante lotti non compresi nel Piano Particolareggiato Giuliani “D” approvato con delibera del C.C. del 18/12/1990;
− interessante aree che, di fatto, sono risultate boscate (vedi parere della Commissione Paesaggistica);
− l’intervento assentito non rientra nella definizione di “ristrutturazione urbanistica” in quanto non corrispondente alle previsioni dell’art. 3 – comma 1, lett. e.7) del D.P.R. n° 380/2001 che lo definisce volto ”a sostituire l’esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi”, poiché trattasi dell’edificazione di n°4 lotti urbanistici, interessanti una superficie di 11.561 mq, oltre ad un’area di 20.984 mq priva di strumentazione attuativa;
L’annullamento in autotutela è un modo per dire che quello che è stato rilasciato è un permesso sbagliato, magari fondato su presupposti falsi, magari in malafede, ma Enzo Pascali, ci fa notare che comunque l’Ufficio Tecnico Comunale lascia qualche speranza all’impresa, perchè scrive:
in linea di massima e salvo più approfondite verifiche da operare a seguito di presentazione di regolare proposta progettuale, parere favorevole
Cosa significa, se lo chiede Pascali, che prova a dare un’interpretazione: “Poichè questo giro ti è andato male e le regole sono state “distrattamente” interpretate male, provi pure a ripresentarle, magari cambiando qualcosa, faccia quel che può, e stia tranquillo…”
La vicenda aveva provocato un poco parlare in città, perchè è stato il momento in cui due visioni di territorio, di sviluppo, di futuro, si sono scontrati. Da una parte l’imprenditoria immobiliare che vede utilità solo dove c’è guadagno, dall’altra i cosiddetti ambientalisti, che ritengono che la ricchezza di un luogo non si misura solo in cubature.
Nel frattempo il cantiere è stato bloccato, in autotutela, il funzionario che ha sbagliato non ha pagato, come invece vorrebbe una sentenza della Cassazione e su questa vicenda i dubbi rimangono numerosi: anche a noi piacerebbe conoscere cosa ne pensa la Giunta.

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