Via Trento: rinviato a giudizio Simone Ceppaglia. E il Comune tenta di acquisire l'area

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Società



Quante volte Via Trento è stata oggetto di attenzione da parte del Comune di Martina Franca?

Tante, a giudicare anche dalla mole di atti giudiziari che ne sono scaturiti.

Ultimo, tra i tanti, è la richiesta di rinvio a giudizio di Simone Ceppaglia, ex dirigente ai Lavori Pubblici del Comune di Martina, da parte del P.M. Bruschi “poichè, nella sua qualità di dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune di Martina Franca, adottava i provvedimenti 1564 L.L.P.P., in data 31/05/2010 […] ed ordinava l’occupazione di urgenza dell’area posta al foglio 130, particella…“.

Il reato contestato risale al 2010, ma i fatti iniziano nel 2008, quando, dopo pressanti insistenze del comitato di quartiere del Votano, la giunta Palazzo decide di intervenire. I cittadini erano davvero stanchi della progressiva avanzata dello spazio recintato dell’oleificio e, contemporaneamente, la famiglia Lucarella insisteva a rivendicare un diritto, quello di utilizzare l’area di proprietà.
La storia che riguarda Simone Ceppaglia (e non solo) è proprio uno dei sintomi di queste cause. Il Comune decise di fare un parcheggio, nello spiazzo dopo l’oleificio, ma i proprietari rivendicarono il diritto di proprietà. A voler essere proprio precisi, la vicenda ha inizio ai tempi della sindacatura di Motolese, il periodo in cui Martina Franca ha vissuto uno sviluppo urbanistico molto aggressivo, talmente veloce che molto spesso le strade asfaltate tra un palazzo e l’altro non sono nemmeno acquisite dal Comune, rimangono private. E’ la sintesi estrema della storia di Via Trento, in cui si scontrano i diritti e le necessità di tre attori: la famiglia Lucarella, che rivendica il diritto alla proprietà privata, gli abitanti del quartiere che rivendicano il diritto di utilizzare la strada, e il Comune che vorrebbe risolvere la questione ma per diverse volte ha avuto torto, almeno davanti ai giudici.

L’udienza preliminare è fissata per il 20 novembre prossimo e al Comune gli interessati hanno presentato la richiesta affinché l’Amministrazione si costituisca parte civile perchè “potrebbe accadere che codesto Comune ne resti responsabile civilmente per quanto operato dal suo Dirigente […]“.

La richiesta è stata presentata il 26 settembre scorso, ma tutt’ora non è stata data risposta. Abbiamo sentito Pasquale Lasorsa, per sapere cosa avessero in mente di fare, ma ha detto di non aver ancora letto l’istanza, però ci ha raccontato che il Comune di Martina Franca alla fine di questo giugno ha pagato 40.000 euro per un'”occupazione acquisitiva“.

Secondo quanto dichiarato da Pasquale Lasorsa, questo provvedimento è stato impugnato davanti al Tar di Lecce, che avrebbe dovuto pubblicare la sentenza entro la fine di luglio, ma da cui ancora non si ricevono notizie.


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