Via Trento. Lucarella: "Se si riqualifica il quartiere l'area possiamo cederla gratuitamente"

La polveriera Via Trento rischia di nuovo di scoppiare, dopo il nostro articolo di ieri, dimostrando che la cenere non è per nulla spenta, anzi, in quell’incrocio si scontrano ancora diversi interessi, diversi punti di vista, diverse esigenze.

Paquale Lasorsa ha dichiarato che il Comune è in attesa della sentenza del Tar di Lecce sull’esproprio denominato “occupazione acquisitiva” che il Comune, tramite l’Ufficio Tecnico, ha messo in atto da giugno scorso. La pubblicazione della sentenza sta subendo un ritardo ingiustificato, e si resta quindi in bilico.

Anche questa volta la famiglia Lucarella si è opposta all’esproprio, dimostrando con quanta caparbietà difendono i propri interessi e “gli interessi dell’intero quartiere” ci dicono. Secondo la legge l’”occupazione acquisitiva” o “accessione invertita” può avvenire in due casi distinti:

1) L’occupazione illegittima di un immobile da parte della pubblica amministrazione;

2) Una trasformazione radicale dell’immobile, tale cioè da comportare un cambiamento dei caratteri e della destinazione del fondo;(fonte: wikipedia.org)

Se avessero accettato l’atto, ci fanno sapere dalla famiglia Lucarella, si sarebbero resi complici di un abuso che in realtà stanno combattendo nelle aule del tribunale, con provvedimenti a carico non solo di Ceppaglia, ma anche di alcuni altri amministratori, di cui si aspetta ancora la conclusione delle indagini.

Avremmo potuto anche cedere l’area gratuitamente” dicono “a condizione che si riqualificasse anche il quartiere e che si dicesse la verità alla gente”. La questione dell’oleificio, infatti, non è l’unica anomalia in quel pezzo di città, ma è quella resa più evidente dalla forza, indiscutibile, e i mezzi, non pochi, che la famiglia Lucarella ha a disposizione. Tutto il tratto di via Trento è privato, ovvero, non appartiene al pubblico e nemmeno le aree su cui sono costruiti i palazzi. Volendo, chiunque potrebbe mettere un cancello, una sbarra o una piscina, perchè no, su quella strada, il Comune non potrebbe intervenire perchè finora non si è mai pensato di regolarizzare l’anomalia.

Una anomalia che la situazione del frantoio rende evidente, disegnando i confini del vecchio terreno, difendendo la proprietà privata mai acquisita dall’amministrazione. Dalla famiglia Lucarella ci dicono: “La situazione si risolve in maniera politica. E’ l’unica soluzione

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.