Michele Marraffa lascia il Pdl

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Politica


Michele Marraffa ha chiesto qualche secondo durante il Consiglio Comunale tuttora in corso, per annunciare l’addio al Partito del Popolo della Libertà, aderendo al gruppo Idealista con Donatella Castellana. Le motivazioni della scelta, afferma l’ex candidato sindaco del centrodestra, sono riconducibili alle affermazioni riportate “dalla stampa, pardon, da un rotocalco” in cui la sua presenza nel partito non è più gradita.

Disconoscendo il coordinamento cittadino e provinciale, ma non l’operato di Fitto, Michele Marraffa che rimane “moderato”, aderisce alla lista civica nata in occasione delle ultime elezioni amministrative Idealista.

Non possiamo non notare la coincidenza con le dichiarazioni di Berlusconi con cui abdica dalla guida del Pdl, avvenute qualche ora fa. I due eventi non hanno nessun collegamento, ovviamente, ma le acque in cui naviga il partito che ha guidato l’Italia non possono che essere cattive. Molto cattive.


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2 Commenti

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Commenti

  • Vito Pastore ha detto:

    I moderati devono tornare ad essere uniti. Perché uniti si vince.
    Marraffa non doveva lasciare il PDL ma il consiglio comunale con le dimissioni, così come aveva annunciato durante la campagna elettorale in caso di sconfitta.
    In ogni caso e’ entrato in Consiglio in quota PDL e non della sua lista “Idea Lista”, questa e’ una altra ragione per dimettersi e fare posto al primo dei non eletti del PDL.
    La politica si può fare anche fuori dal Consiglio Comunale e lavorare contestualmente per l’unità dei moderati.

  • Vito Pastore ha detto:

    I moderati devono tornare ad essere uniti. Perché uniti si vince.
    Marraffa non doveva lasciare il PDL ma il consiglio comunale con le dimissioni, così come aveva annunciato durante la campagna elettorale in caso di sconfitta.
    In ogni caso e’ entrato in Consiglio in quota PDL e non della sua lista “Idea Lista”, questa e’ una altra ragione per dimettersi e fare posto al primo dei non eletti del PDL.
    La politica si può fare anche fuori dal Consiglio Comunale e lavorare contestualmente per l’unità dei moderati.