Legge 50/50: "pari opportunità tra donne e uomini". Forse se ne parla nel 2015

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Politica


ph: Barlettalife

Lunedì, nell’ultimo Consiglio regionale, mentre si discuteva sul riordino delle province pugliesi, le donne del comitato “Doppia Preferenza” sono tornate a far sentire la loro polemica, entrando in Sala munite di maschera bianca. Negli ultimi mesi hanno promosso, attraverso una raccolta firme, un’iniziativa di legge regionale sulla parità nella rappresentanza di genere alle elezioni regionali. Ora chiedono che il provvedimento venga calendarizzato dal Consiglio regionale.

Con la proposta di legge di iniziativa popolare si intende “introdurre nella disciplina delle elezioni per il Consiglio regionale e il Presidente della Regione norme tese ad assicurare un maggior equilibrio nella rappresentanza di genere, attuando pienamente in tal modo il disposto di cui all’articolo 51 della Costituzione“.

Tale proposta di legge mira a novellare la legge regionale n.2/2005, in modo che anche la Regione Puglia assicuri “pari opportunità tra donne e uomini” (art. 51 Cost.) e che anche il sistema elettorale pugliese promuova “la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive” (art. 117, settimo comma, Cost.).

In particolare si chiede la modifica dell’art. 3 della legge n. 2/2005 prevedendo:

a) in ogni lista nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 50% ;
b) la lista che non rispetti questa caratteristica non è ammessa;
c) in tutti i programmi di comunicazione politica deve essere assicurata la presenza paritaria di candidate/i di entrambi i sessi, nei messaggi autogestiti deve essere messa in risalto con pari evidenza la presenza di candidate/i di entrambi i sessi nella lista presentata dal soggetto politico che realizza il messaggio.

e modifiche all’’art. 7:

a) l’elettrice/tore può esprimere uno o due voti di preferenza;
b) qualora ne esprima due, queste non possono riferirsi a candidate/i dello stesso sesso;
c) se l’elettrice/tore esprime due preferenze per candidate/i dello stesso sesso, la seconda preferenza è nulla.

Le firme raccolta per questo iniziativa popolare sono circa 30.000, raccolte in soli 3 mesi, e sono state consegnate al presidente del consiglio regionale Onofrio Introna affinché si potesse calendarizzare la discussione in Consiglio regionale.
Mercoledì, 24 ottobre, il presidente Vendola ha inviato una lettera di sollecito ad Introna affermando che la proposta di legge 50/50 “merita una risposta immediata da parte del Consiglio regionale“.

Scrive Vendola: “Ti invito pertanto (riferito ad Introna ndr) a sollecitare e a vigilare affinché i lavori della VII Commissione consiliare abbiano, nella prossima seduta, all’ordine del giorno l’esame della proposta di legge su ‘Disposizioni in materia di riequilibrio della rappresentanza di genere nelle elezioni del Consiglio Regionale‘, come da impegno preso martedì 16 u.s. con le donne del Comitato Promotore. Mi auguro altresì che la discussione arrivi in Consiglio quanto prima in modo da scongiurare quanto accaduto in altre Regioni in tempi recenti. Noi sappiamo quanto male farebbe alla politica un incidente di percorso di questo genere”

Il Presidente della VII Commissione, De Leonardis (UDC), non intende proprio portare alla discussione della Commissione la legge di iniziativa popolare. Per raggiungere questo scopo, dopo il richiamo del Presidente Vendola, ha inserito nel prossimo ordine del giorno (la commissione è convocata per il 31 ottobre) tutte le proposte di legge giacenti in commissione dal maggio 2010. In questo modo si definisce una graduatoria temporale per la quale la proposta di legge in questione, sottoscritta da 30.000 donne pugliesi, si ritroverebbe al 16° posto con tempi di discussione che vanno ben oltre il 2015, così come conferma in una nota il Presidente Gruppo Sel, Michele Losappio: “Questa “furbizia” protocollare è in verità una “scempiaggine” politica che conferma l’inesistente spessore culturale nel rapporto con l’altra metà del cielo presente nel cosiddetto centro politico, quello che si affanna a chiedere alla parte che definisce “sana” del PD di scaricare Vendola ed il Governo Regionale. Ma è anche uno strappo istituzionale, essendo del tutto acquisito e non in discussione il dato e il fatto che nelle Commissioni, compreso la VII, motivi di priorità politica consentono di superare lo stretto dato cronologico, anticipando o posticipando alcuni provvedimenti. Altrimenti dovremmo pensare – continua Losappio – che quella Commissione è affetta anche da inerzia, al punto da conservare un arretrato così corposo. E in tal caso il suo Presidente non sarebbe esente da ulteriori responsabilità istituzionali. Nel chiedere al Presidente De Leonardis un operoso ripensamento rispetto a questi “giochini” avanziamo anche un appello alle altre forze del centrosinistra e dell’opposizione affinché facciano sentire la propria posizione e chiariscano ai pugliesi da che parte stanno“.

In risposta a questa nota interviene Gianfranco Chiarelli, vice presidente della VII commissione, che invita il collega Losappio ad abbassare i toni, invitandolo, altresì, a “risparmiarci i sermoni populistici“.

A leggere la nota stampa sulla questione legge 50/50, che il capogruppo regionale Losappio (SEL) ha inoltrato, lanciando strali contro il presidente della VII commissione De Leonardis (UDC), si ha davvero difficoltà a pensare che possa esserci in futuro un accordo elettorale tra le due forze politiche: l’UDC in particolare ne tenga conto. Impossibile mettere insieme diavolo e acqua santa!

Gianfranco Chiarelli insiste nel suo attacco alla sinistra affermando: “come al solito la sinistra interpreta i regolamenti secondo le proprie convenienze del momento e, soprattutto, si ritiene unica forza impegnata a tutelare i diritti dei cittadini. In questo caso l’attenzione è rivolta all’elettorato femminile di cui si vuole acquisire il consenso sollecitando la discussione sulla legge detta 50 e 50. E’ chiara la volontà di strumentalizzare una giusta rivendicazione dell’ ‘altra metà del cielo’, nel momento in cui Vendola, che a sua volta ha scritto anche a Introna, interferendo impropriamente nell’attività della commissione, è in piena campagna elettorale. La VII commissione, di cui lo scrivente è vice presidente, intende affrontare la questione ma nel contesto della discussione più generale sulla riforma elettorale, e nel rispetto delle priorità all’ordine del giorno. Non si tratta di ‘furbizie’ ma di rispetto delle procedure che non possono essere modificate in funzione dei desiderata di Losappio o della propaganda di Vendola”.

Nel frattempo le donne attendono. Ma per quanto?

Di seguito la proposta di legge su disposizioni in materia di equilibrio nella rappresentanza di genere nelle elezioni regionali:

 

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