Confondere Grillo con una cicala

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Politica


fonte: ilsole24ore.it

In Sicilia non ha vinto nessuno, o meglio, in Sicilia gli elettori si sono goduti gli ultimi scampoli di questa lunghissima estate e non è andata a votare. Chi è andato ha scelto più o meno equamente, premiando il Movimento Cinque Stelle del comico Grillo, che ha raggiunto, con la sua lista, quasi il 15%, diventando il primo partito dell’isola. Il secondo, a dire il vero, perchè il primo è l’astensionismo. E nemmeno gli astenuti sono tutti dello stesso partito. La questione che si pone, ora, è Grillo e i militanti del Movimento da lui fondato e diretto. Su di due ordini le riflessioni: il primo è il ruolo del Movimento nello scenario politico della Terza Repubblica, il secondo è il ruolo del Comico. Il M5S nasce in rete, da parte dei lettori del blog di Beppe Grillo, e nella rete fonda il proprio consenso. All’inizio era ben visto dalla stampa, in generale, fin quando non decise di organizzare una manifestazione contro. Da allora è stato considerato senza se e senza ma, il Comico, e i militanti, i “grillini”, tanto che il Movimento ha dovuto dotarsi di un vademecum per i comunicati stampa, per evitare errori controproducenti. L’astio della stampa nei confronti di Beppe Grillo hanno fatto in modo di farlo considerare poco più che la punta di diamante dell’antipolitica, che spesso si confonde con tutto ciò che non proviene dai partiti più grandi. Nel frattempo ha lavorato nel sottobosco della rete, ha intessuto relazioni, lavorando su temi che stanno a cuore alla maggior parte dei cittadini, che non sono temi complicati, come economia e lavoro, ma è ambiente, raccolta di rifiuti, giustizia. Temi che toccano la pancia delle persone, immediatamente comprensibili, e soprattutto sono affrontati in maniera semplice: un politico ruba? Mandiamolo a casa!

Cosa che a Martina Franca abbiamo visto benissimo durante la campagna elettorale, quando si parlava di dirigenti da mandare a casa, di impiegati comunali che non sanno lavorare, di raccolta differenziata e di ospedale.

Questo è il populismo: affrontare temi complessi con troppa semplicità, come dire: “L’amministrazione Ancona ha alzato l’Imu. Dobbiamo abbassarla!“.

Il tema è complesso, ma siccome tocca tutti, è compito della politica renderlo “potabile“. Se questo non viene fatto, è perchè è meglio tenere lontani i cittadini, garantendosi zone d’ombra dove farsi i fatti propri. Basti pensare che sui siti governativi c’è un file che impedisce l’indicizzazione dei documenti da parte di Google, rendendo praticamente inaccessibili a chiunque non ne conosca precisamente l’indirizzo esatto.

Il M5S fornisce le risposte alle domande che ci facciamo tutti, fornisce le soluzioni, utilizzando la rete come medium, scansando la tv e i giornali, accusati di essere in mano a caste che hanno altri interessi, finanziati da partiti che hanno altri interessi. I voti di Grillo sono voti ideologici, altro che antipolitica! E hanno ragione, per questo vincono, perchè dicono il vero e lo dicono con semplicità, utilizzando la rete come medium comunicativo, fornendo a tutti gli strumenti per partecipare al dibattito, salvo poi cacciare chi non è d’accordo con la maggioranza.

Il secondo ordine di riflessioni riguarda il leader, Grillo, sul cui carisma (e sulle scelte strategiche di Casaleggio, insieme al lavoro certosino di una certa editoria e stampa come Chiare Lettere e Il Fatto Quotidiano), si è fondato il movimento. Il Fatto Quotidiano, per esempio, è il corrispettivo giornalistico del Comico: notizie vere, ma urlate e semplificate: colpire prima la pancia e poi la testa. Il Comico incarna il Movimento, usa il suo corpo così come lo fece Berlusconi,  così come lo fece Cito, come dice giustamente Giuliano Santoro, autore di un saggio sul populismo e la crisi dei partiti “Un Grillo qualunque“. E non solo il corpo: basti considerare che il M5S non ha un sito web proprio ma si appoggia su quello del Comico: www.beppegrillo.it/movimento

Siamo, quindi, di fronte ad un cambiamento dello scenario:

i cittadini sono ormai educati a partecipare attraverso gli strumenti della rete, e vogliono dire la loro, su qualsiasi argomento, anche perchè su molti sono più esperti dei policy maker, e hanno mangiato la foglia, riconoscendo nei partiti (tutti, nessuno escluso) le strutture verticistiche e cooptative, in sostanza, antidemocratiche. Non considerare questo come un dato di fatto, ma come un fenomeno passeggero, appena fastidioso, ci farà trovare con un gruppo di persone che marcia su Roma per prendere il potere.

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