"Siamo seduti su una polveriera". Donatella Infante parla di una Martina invisibile

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Politica, Società



Casa e lavoro. Ecco i problemi dei martinesi che ogni giovedì chiedono di incontrare l’assessore ai Servizi Sociali Donatella Infante, che dall’insediamento ha avuto modo di conoscere una realtà, a suo dire, inaspettata. Se così si può dire, Donatella Infante sembra quasi la prima linea dell’amministrazione, quella a contatto con la città che non ha spazio (nonostante i nostri sforzi) sui giornali, la città di cui nessuno parla o di cui nessuno vuole parlare. Una città in difficoltà, piegata dalla crisi e dalla povertà, dalla miseria,dalla mancanza di lavoro. La città che non ha problemi con l’Imu perchè non ha una casa.

Casa e lavoro, appunto. La prima conseguenza del secondo e ogni giovedì nell’ufficio dell’assessore si cerca di mantenere la dignità ma non a stento si trattengono le lacrime. Anche lei si commuove, il peso emotivo e la pressione psicologica non è poca, soprattutto con gli scarsi strumenti a disposizione, l’abbiamo visto, abbiamo visto che effetto fa quando la realtà ti sbatte in faccia senza filtri, senza giri di parole.

Non è con il giro sullo stradone che si conosce Martina Franca” dice la Infante, quando le chiediamo se esiste una Martina diversa.

Le persone hanno difficoltà con l’affitto, perchè non hanno un lavoro o l’hanno perso. Sempre di più sono i casi dei cinquantenni che non riescono a ricollocarsi, troppo giovani per la pensione, troppo vecchi per un nuovo lavoro. Ma ci sono i figli da mantenere, da mandare a scuola, all’università, l’affitto“, ci racconta, evitando di fare i nomi, di dare troppe indicazioni, la privacy in questo caso è fondamentale.

Alcuni si rivolgono all’usura, ai prestiti a strozzo, pur di pagare la corrente elettrica. Siamo arrivati a questo“. L’usura, una denuncia forte dell’assessore, uno di quegli aspetti che nel quadretto della Martina Franca “isola felice” non compare, non si può nominare. Eppure la crisi inizia a pesare, fortissimo. Accade con i furti, di cui abbiamo già parlato, accade anche con le persone che scelgono di rimanere oneste.

Meno male che ci sono i genitori, che sostengono con la pensione, che offrono il pranzo e la cena, a volte anche l’alloggio. Molte famiglie sono state costrette a lasciare la casa, molte famiglie rischiano anche di dividersi perchè negli alloggi di fortuna non c’è spazio per tutti“. Basta guardarsi in giro con attenzione, farsi un giro il mercoledì subito dopo il mercato, vedere le persone che cercano tra gli scarti, oppure nei cassonetti, come nella foto che abbiamo pubblicato. “Tantissimi genitori anziani sostengono le famiglie e senza di loro non si sa come potrebbero fare. Non si tratta più dell’ultima settimana del mese, o della terza“.

Ho lavorato fin da subito per mettere insieme le decine di associazioni di volontariato di Martina Franca, di farle lavorare insieme. E’ stato difficile, ma necessario, perchè la risposta deve essere univoca. Bisogna dire che le associazioni hanno voglia di fare, e stanno collaborando.” 

Alcuni dei racconti che escono fuori dall’intervista preferiamo non riportarli, per non alimentare un clima di curiosità morbosa. Ma i temi che tratta l’assessore meriterebbero di avere la priorità assoluta nell’agenda politica della giunta. Prima dei muretti a secco, prima dei cartelli stradali, prima dei cani. Ovviamente non è un richiesta sensata, lo ammettiamo, ma nel momento in cui senti la storia di una famiglia costretta a vivere con le candele con i figli piccoli, le priorità cambiano. Improvvisamente.

A questo si aggiunge l’usura, estrema ratio della disperazione, che alla necessità aggiunge necessità, alla paura, paura. 

E quindi il tema fondamentale, il lavoro che manca, famiglie impoverite nel giro di giorni perchè una confezione chiude.

Due proposte l’assessore le tira fuori dal cappello. La prima è il “last minute market” cioè la gestione delle eccedenze dei supermercati come risorsa da destinare a chi non può permettersi la spesa. E poi un controllo preciso sulle case popolari, solo quelle dello IACP sono 182, con l’apertura di un Ufficio Casa.

 

 

 


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