Oggi si vota per scegliere chi sarà il prossimo candidato premier. O meglio, chi sarà sarà il prossimo premier, considerando che è quasi certo, data la confusione pidiellina, che sarà il centrosinistra a governare. I candidati sono cinque, ne abbiamo sentito parlare, e sono quasi tutti provenienti dal Partito Democratico.
Chi scrive andrà a votare, ha già espresso pubblicamente la propria intenzione di voto, tirandosi dietro l’incomprensione degli amici che sostengono che non votare Bersani fa vincere Renzi, agitando la necessità del “soccorso rosso”, quello stesso che cinque anni fa spazzò via la sinistra dal Parlamento.
A Martina Franca le primarie sono anche un banco di prova per la politica locale, per capire fino in fondo da chi è rappresentata il centrosinistra, con un Partito Democratico interamente schiacciato su Bersani, con Sel e Puglia Per Vendola che ovviamente sostengono il Presidente della Regione e con un comitato per Renzi di cui abbiamo solo letto un comunicato stampa ma che non ha mai risposto ad una richiesta di intervista, formato, a quanto pare, da “trombati” dalle ultime elezioni.
Queste primarie daranno un po’ il termometro della situazione cittadina, quando l’influenza di Pentassuglia ha tenuto in questi anni e quanto la elezione di Franco Ancona ha spostato l’elettorato a sinistra, ma anche quanto “pesi” Francesco Laddomada, collega consigliere regionale, e quanto sarà la proporzione tra l’influenza di un solo consigliere di Sel nei confronti di tutti quelli del Pd in Consiglio Comunale.
Il dato più importante, però, sarà il numero totale degli elettori, che in Puglia supera i settantamila, che dimostrerà quanto i cittadini, qualunque sia la loro preferenza, hanno voglia di partecipare, di scegliere, di esserci.

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