Il futuro politico tra Berlusconi e Grillo

/ Autore:

Politica


“Attenzione alla rabbia degli italiani”, dice Beppe Grillo sul suo sito, alla fine di un post in cui commenta il prossimo scioglimento delle Camere. E Napolitano oggi dichiara che “Bisogna vedere cosa fanno i mercati“. Siamo sull’orlo del baratro e per questo che torna in campo Berlusconi.

Ecco una sintesi più o meno precisa delle ultime ore della politica italiana, in cui l’addio di Monti “tecnico” si tenta di acquisirlo come risultato portato a casa da un centrodestra che ha contribuito allo scivolamento nelle più oscure profondità delle crisi, mentre il centrosinistra non è stato capace di proporre alternative concrete, riparandosi in corner con il surrogato di partecipazione che sono state le primarie.

Nel frattempo i “barbari” sono alle porte, per usare una metafora da fine impero: Grillo e i suoi nei sondaggi superano largamente il Pdl, raggiungendo quota 18%, quindi, secondo Termometro Politico, quindi 94 deputati e 36 senatori. “Ci vediamo in Parlamento, sarà un piacere” dice il claim del tandem Grillo – Casaleggio, che attraverso una sorta di primarie online, partecipate da pochissime persone, ha scelto i propri candidati, tra cui un architetto di Martina Franca.


I “barbari”, quindi, che non vogliono fare alleanze, che propongono una politica nuova, con temi legati all’ambiente e contro lo spreco, in primis quello politico. Non hanno rimborsi elettorali, e utilizzano questo slogan come grimaldello per scardinare l’indifferenza. “Il Movimento 5 Stelle fa vanto  di rifiutare qualsiasi rimborso elettorale e i suoi eletti affermano di percepire stipendi da impiegati del catasto. – Scrive Giuliano Santoro nel libro “Un Grillo qualunque – Questa policy diventa il biglietto da visita di ogni candidato grillino, buca l’indifferenza dell’elettorato, rafforza il messaggio del movimento. Di fronte ad ogni questione, il tormentone dei grillini candidati in giro per l’Italia è sempre quello: “Non prendiamo soldi pubblici”“.

Un movimento che è nei pressi dei bastioni della partitocrazia, con l’intenzione di scardinarne le porte. La domanda è: sarà un movimento di liberazione o di occupazione?

Nel frattempo il ritorno di Berlusconi ha messo il broncio a non pochi militanti pidiellini, che non gradiscono un ritorno di un personaggio così ingombrante, così come non lo gradisce praticamente tutta la stampa internazionale.

La politica sta vivendo il momento di consenso più basso che si sia mai registrato nella storia della Repubblica, e i rappresentanti sembra non vogliono fare nulla per migliorare la loro immagine, confondendo i voti conquistati con il consenso. Lo vediamo a Taranto,  dove tutta la classe politica di centrosinistra è stata praticamente coinvolta nelle indagini sull’Ilva e non vediamo un tentativo di smarcarsi. In un clima del genere si rischia che gli italiani scelgano l’uomo forte, l’alternativa più pericolosa, quella più populista.

Questa sera il tema sarà approfondito nel corso della presentazione del libro di Giuliano Santoro, presso Futurbooks, alle 19:30.

Mai una presentazione fu più attuale.

 

Resta aggiornato sulle notizie in Valle d'Itria


E tu cosa ne pensi?