L' ostunese architetto Luigi Cisternino, farà parte del progetto: “Baricentrale”

L’arch. Luigi Cisternino della “Città bianca”, facente parte del gruppo con lo studio tedesco Bolles+Wilson, è tra i 10 raggruppamenti selezionati per la seconda fase, dopo il completamentodella 1^ fase del concorso internazionale denominato “Baricentrale”, che ha visto la partecipazione di 105 studi tra i più rinomati al mondo.

Non si è trattato di un bando per progettare la stazione ferroviaria di Bari ma un concorso mirato a trasformare una grande area di 78 ettari, su una lunghezza di 3 km, lungo il tracciato ferroviario, nel cuore della città pugliese. «Bari centrale. Concorso internazionale di idee per le aree ferroviarie» è il concorso annunciato da mesi dal Comune di Bari, frenato dagli accordi tra leFerrovie italiane e le Ferrovie locali, dalla scelta di includere o meno la Caserma Rossani nell’oggetto della progettazione, ma ora finalmente pronto per il decollo. La città di Bari ha invitato i progettisti italiani ed europei a immaginare una grande trasformazione delle sue aree centrali. «La riorganizzazione delle ferrovie e dei trasporti, e l’acquisizione della Caserma Rossani al patrimonio comunale offrono una opportunità straordinaria per ridefinire il rapporto tra la città antica e la città moderna, e ridurre la storica separazione causata dal fascio dei binari».
L’Amministrazione Comunale di Bari ha indetto nel corso del 2012, un Concorsodi idee, a procedura ristretta con preselezione su curricula.

Il Concorso diidee, indetto ai sensi dell’art. 108 del Decreto Legislativo 163 del 12 aprile 2006, è intitolato: “Baricentrale – concorso internazionale di idee per le aree ferroviarie” è finalizzato all’elaborazione di un progetto urbano delle porzioni di alcune aree urbane e propedeutico ad un processo di riorganizzazione delle parti centrali della città di Bari e loro recupero a funzioni urbane in vista del trasferimento in altre parti del territorio di alcuni impianti ferroviari e della riorganizzazione generale del nodo (in coerenza con il primo Protocollo di Intesa siglato tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Comune di Bari, Regione Puglia, Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., del 21.12.2005, e con il successivo Protocollo diIntesa tra Regione Puglia, Comune di Bari, Rete Ferroviaria Italiana,Sistemi Urbani, Ferrotranviaria SpA e Ferrovie Appulo Lucane Srl riguardante l’assetto di lungo periodo del piano del ferro del nodo di Bari, e l’individuazionedelle opzioni di riqualificazione e valorizzazione urbanistica di aree non più funzionali all’esercizio ferroviario del 10.10.2011).
Il progetto urbano che scaturirà dalle proposte, dovrà fornire leindicazioni di uno “schema preliminare di assetto” e proporre soluzioni operative per l’assetto fisico-morfologico;l’assetto funzionale con particolare riferimento a quello trasportistico; le modalità di finanziamento, attuazione e gestione economico-finanziaria degli interventi; la tempistica di realizzazione delle opere.Oltre allo schema preliminare di assetto per l’ambito di intervento, l’oggetto del concorso consisterà inoltre anche nella:definizione dello spazio pubblico verde e pavimentato;definizione planivolumetrica delle parti pubbliche e private.Il concorso è di idee è del tipo a procedura ristretta con preselezione su curricula.

La preselezione aperta, si è svolta in forma palese e consistevanella ricezione di candidature e successiva preselezione per ammettere alla fase concorsuale fino ad un massimo di 10 partecipanti. Il modello di concorso è quello già scelto per l’Areale di Bolzano e per il concorso Novello, promosso dal Comune di Cesena.
Dopo la consegna delle documentazioni necessarie all’ammissione, scaduta lo scorso 21settembre, si è conclusa il 7 dicembre scorso, la prima fase delconcorso internazionale di idee “Baricentrale” per la riorganizzazione delle aree ferroviarie in via di dismissione a Bari.

Un programma di grandi dimensioni che coinvolge 78 ettari nel centro della città su una lunghezza diquasi tre chilometri. L’obiettivo del concorso è definire una visione di lungo periodo della fascia a cavallo tra la città storica e quella moderna, in cui la presenza dei binari ha sempre costituito una discontinuità e una barriera. Ilconcorso è la premessa per un progetto che nei prossimi anni ne avvii la ricucitura. Hanno risposto al bando 105 concorrenti italiani e stranieri con una presenza significativa di gruppi interdisciplinari e multi‐nazionali.
Tra gli stranieri Un Studio, Hans Kollhoff ,MBM Bohigas,  KonhPedersen Fox associati, Henning Larsen  Architects,  WolkingMarg, Goncalo Byrne,  e Thomas Herzog.

Tanti studi italiani da Labics, RicciSpaini, lo studio di Federico Oliva, Enzo Siviero, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Monestiroli Associati, Andrea Maffei, Gae Aulenti, 5+1AA, Mario Cucinella, Mauro Galantino, Leonardo Benevolo, Adolfo Natalini, Gianni Braghieri. La giuria, presieduta da Anna Maria Curcuruto, direttore della Ripartizione urbanistica ed edilizia privata del Comune di Bari, è composta dall’architetto Boris Podrecca di Vienna, all’urbanista Paola Viganò docente della Università IUAV di Venezia e all’Università di Harvard, da Pippo Ciorra, curatore del Museo Maxxi, dall’avvocato Renato Perticarari, esperto dei processi di trasformazione urbana, l’architetto Claudio Certini e l’ing. Giovanni Nuzzi rappresentano gli Ordini professionali di Bari, ha affrontato il non facile compito di selezionare dieci gruppi chiamati al secondo grado in cui sarannopresentati altrettanti progetti. Il criterio che ha ispirato la scelta dei finalisti è la costruzione di un ventaglio di approcci che permetta diaprire un dibattito sulle prospettive future del centro di Bari, e l’orientamento nella scelta di gruppi in grado di assicurare, oltre alla competenza e alla solidità professionale, un rapporto con l’amministrazione e la città proiettatonei tempi lunghi delle trasformazioni urbane.
Dopo un ampio e approfondito esame della documentazione fornita dai 105 candidati, e un ampio confronto in seno alla giuria , sulla base dei punteggi assegnati vengono selezionati e passano alla seconda fase i seguenti raggruppamenti.

Lo studio tedesco Bolles+Wilson, sta realizzando un quartiere urbano “Monteluce” a Perugia e il masterplan del centro di Amersfoort nei paesi bassi. Nel 2001 Bolles e Wilson hanno vinto il concorso per la Biblioteca Europea diMilano sull’area ferroviaria dismessa di porta Vittoria, di prossima realizzazione. Il raggruppamento, capeggiato da Bolles+Wilson, raccoglie alcuni giovani architetti tra cui ACT architettura con sede a Chiasso (CH) e Luigi Cisternino architetto con significativa esperienza internazionale in  progettazione urbana ed architettonica. Carlos Ferrater, barcellonese, progettista della stazione intermodale di Saragoza e del Museo di Granada, lavorerà insieme a CarlesLlop, urbanista autore del recupero del quartiere “La Mina” nei pressi  della  capitale catalana.Massimiliano e Doriana Fuksas Design sta realizzando il Centro Congressi di Roma e l’aeroporto di Shenzen in Cina.
Lo studio Metrogramma ha lavorato alle strategie progettuali del piano di governo del territorio di Milano, e si è associato ad Alejandro ZaeraPolo,architetto spagnolo, progettista degli spazi pubblici dell’area olimpica di Londra, e preside della facoltà di architettura di Princeton negli Stati Uniti.

Il raggruppamento guidato dallo studio Scape di Roma raccoglie tre sigle digiovani architetti tra cui LAN, formato da italiani e francesi con sede a Parigi, e UAPS-urbanisti belgi con sede in Francia. Tra i progetti di questo gruppo si conta la riorganizzazione urbana dell’isola di Nantes.
Lo studio COBE, con sede a Copenhagen e Berlino, è associato con altri professionisti italiani tra cui Iotti ePavarani  di Reggio Emilia. COBE, oltre a aver realizzato la biblioteca di Copenhagen, è responsabile del Progetto di sviluppo “Nordhaven”, il più ambizioso ed esteso piano urbanistico della Scandinavia.

Francesco Cellini, architetto e docente romano, ha vinto nel 2012 il concorsoper un progetto urbano a Istanbul che comprende un nodo di scambio trasportistico e un parco archeologico; è anche autore del progetto definitivo el primo lotto del parco urbano di Bagnoli.

L’architetto Guillermo VazquezConsuegra ha progettato la sistemazione del fronte marittimo di Vigo in Spagna, e in Italia è autore del Museo del mare diGenova; nel 2008 ha vinto il concorso per la riorganizzazione dell’area ferroviaria di Puerto Real a Cadice.

Allies and Morrison è uno studio londinese responsabile del masterplandell’area olimpica di Londra, e
Coordinatore di alcuni dei maggiori progetti di trasformazione urbana del centro della capitale britannica, come quello di Kings Cross. Nel concorso Baricentrale è associato alla società d’ingegneria  Arup e allo studio italiano Alvisikirimoto.

Cruz e OrtizArquitectos, hanno costruito nella loro città–Siviglia, la stazione centrale e riorganizzato il Settore urbano al suo intorno, oltre adaver ristrutturato e ampliato la stazione di Basilea in Svizzera.
La giuria, al termine della impegnativa selezione, rilevava con piacere la grande e qualificata partecipazione di concorrenti italiani e stranieri al concorso, augurandosi che ciò possa produrre una serie di proposte in grado di rappresentare una visione realistica e ispirata del futuro di aree centrali della città e capace di orientare un programma di trasformazione urbana di lungo periodo.

Ora ai 10 raggruppamenti su menzionati verrà chiesto, entro 120 giorni, di portare a compimento una articolata proposta progettuale per poter andare versoun processo concreto di attuazione, il masterplan che si chiede di disegnare è stato diviso in sei comparti, con caratteristiche urbane e prospettive di gestione distinte. Su un settimo comparto, tuttavia, l’Amministrazione Comunale intende avviare immediatamente un programma per trasformare la Caserma Rossani in un parco e un centro di vita culturale ed economica. «Per questi sette comparti – spiega il Prof.Francesco Garofalo, consulente del Comune di Bari per l’organizzazione di questo concorso – si dovrà fare una verifica tecnico-finanziaria, per altri si richiede invece una visione generale. Per i costi fissi dell’operazione (compresa la liberazione delle aree, lo spostamento dei binari e la realizzazione di un sottopasso) si stima una spesa dell’ordine dei 150 milioni. Quindi ai progettisti si chiede – dice Garofalo – di proporre unasoluzione che riesca a trovare un punto di equilibrio tra i costi reali e la valorizzazione delle aree, considerando le nuove cubature che dovranno
essere realizzate».

di Emilio Guagliani

 

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