Sulle orme di Abramo. Franco Guarino: "Viaggiare è una scusa per scoprire passato e presente"

Ieri, venerdì 28 dicembre, alle ore 18.00, presso la Sala degli Uccelli di Palazzo Ducale si è svolto l’incontro culturale con  la videoproiezione del reportage “Sulle orme di Abramo”  realizzato in occasione dell’anno del Giubileo del 2000 da Franco Guarino, reporter tarantino collaboratore della Rai e delle Nazioni Unite.

“Sulle orme di Abramo” è il reportage di un viaggio, che il reporter tarantino ripercorre per 5 mila km, di colui che è diventato per volere divino il padre di tutte le religioni monoteiste, Abramo per l’appunto. Un viaggio affascinante che lo stesso Franco Guarino, che abbiamo voluto incontrare prima dell’incontro, definisce a tratti “un viaggio nel tempo” tra villaggi “fermi al medioevo”, lontani da concetti come sviluppo e progresso che, secondo la visione capitalistico-occidentale, sono sinonimi di uno stesso processo di crescita. Ma questo è il nostro mondo, il nostro tempo e il viaggio di Abramo, realizzato più o meno tra il 1900 e il 1500 a.c., non è il nostro viaggio, purtroppo.

Abram, figlio di Terach, ha due fratelli: Aran e Nacor; il primo morirà a Ur dei Caldei lasciando orfano il giovane figlio Lot che, dopo la morte del padre, si legherà molto allo zio Abram. Un giorno il Signore gli disse: “Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò; diventerai padre di un grande popolo. Io ti benedirò e il tuo nome sarà grande e famoso.

Sara ed Abramo sono tra i personaggi più noti della Bibbia. In origine i loro nomi erano: Sarai ed Abram, solo successivamente sono stati cambiati da Dio e questo cambiamento è descritto nel cap. 17 della Genesi ai versetti 5 e 15 .Il nome di Sarai diventa Sara e non cambia nel suo significatocioè principessa. Nel caso di Abramo il cambiamento del nome da Abram che significa “padre elevato” in Abramo, cioè “padre di una moltitudine di popoli” determina il progetto di Dio su di lui. Abramo e Sara sono legati strettamente a Dio.

Discendenza, benedizione e reputazione sono le promesse che il Signore fa ad Abramo che, a causa della sterilità della moglie Sara, all’età di 75 anni, non ha figli e, di conseguenza, eredi. Così intraprese questo viaggio benedetto da Dio.

Il viaggio attraverso la zona chiamata “mezzaluna fertile”, estesa dal Mediterraneo orientale fino alla Mesopotamia, in cui sorsero le prime grandi civiltà della nostra cultura (dai Sumeri, agli Assiri, ai Babilonesi, ai Persiani), non era un viaggio semplice per l’epoca. Oggi è pericoloso soprattutto a causa delle guerre e anche Guarino ha avuto qualche difficoltà, come ci racconta, nel raggiungere alcune zone particolarmente pericolose.

Partito dalla regione irachena di Ur dei Caldei, villaggio originario della famiglia di Abramo, ha seguito poi i fiumi Tigri, Eufrate, Nilo e Giordano, attraversando Libano, Giordania, Siria, Israele, Egitto e Palestina, arrivando nella terra di Caanan, a Hebron, dove si trova la tomba dei patriarchi (molto probabilmente tomba di Abramo, Isacco e Giacobbe). Durante il viaggio Guarino ha fatto sosta in Anatolia, città turca al confine siriano, località dove molta popolazione vive nei trulli simili a quelli che forse nell’anno mille vennero costruiti dalle popolazioni ebree emigrate in Puglia. La città di Harran, secondo la religione islamica, è il luogo dove visse Abramo, emigrato dalla vicina e natia Urfa.

Le tre religioni monoteiste: ebraismo, cristianesimo e Islam; pur nella loro diversità hanno due riferimenti in comune, la storia della rivelazione di Dio ad Abramo (padre delle tre religioni monoteiste per questo dette anche abramitiche) e la città santa di Gerusalemme. La storia ci porterebbe però a pensare che nonostante il messaggio di unicità di Abramo, nonostante la consapevolezza religiosa di essere tutti figli di uno stesso padre, quindi tutti fratelli, i contrasti, evidentemente, si sono rilevati sempre più forti: “E’ una scusa – ci dice il reporter Guarino, intervistato da noi e de Ottavio Cristofaro (lostradone.eu) – la divisione è una scusa per far soldi. Il colonialismo non è finito, ci sono nuove forme, le diversità etniche e le differenze religiose sono soltanto degli specchietti per le allodole. Mettono uno contro l’altro per vendere più armi, per le materie prime. Abbiamo bisogno di punti di riferimento e la religione può diventarlo, come il messaggio di Abramo ‘siamo tutti figli dello stesso Dio‘”.

Babele e Gerusalemme forse, sono all’origine del contrasto tra bene e male. Gerusalemme, la città celeste disegnata da Dio nel palmo della sua mano, e Babilonia, la città del male e della bestialità per antonomasia, hanno inciso entrambe, forse con la stessa forza, al cambiamento della storia dell’umanità. Gerusalemme è un luogo sacro per tutte e tre le religioni monoteiste e non si può dire che in qualche modo questo non abbia inciso nel corso della storia, Babilonia invece, come riporta Guarino nel suo reportage, è stato il primo modello di vita urbana, forse la prima metropoli dove il nomadismo lasciava il posto alla vita nei palazzi. L’inizio di una grande svolta.

Sono importanti i punti di riferimento, ma trovando grosse difficoltà nell’individuarli lo chiediamo a Franco Guarini che ci risponde: “Il mio punto di riferimento è Taranto, la mia città, il mio territorio, la mia cultura. Ho voluto ritornare (ora vive stabilmente a Taranto ndr) proprio per chiudere un cerchio. La nostra cultura non è da buttare, anzi, sarebbe da rispolverare. Io metto a disposizione il mio bagaglio culturale – e conclude. Viaggiare è una scusa per scoprire il passato e il presente, la storia della Mesopotamia è anche un pezzo della nostra storia.”

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