L’Istat ha pubblicato uno studio sui flussi migratori in cui si racconta la situazione della popolazione residente in Italia, dal punto di vista degli spostamenti e delle residenze. Se dal punto di vista dell’immigrazione, il flusso è pressochè costante, arrivando alla quota di tre milioni e mezzo all’anno. La comunità straniera più presente in Italia è quella rumena, che sfiora il milione di cittadini, seguita dall’Albania, con duecentottantamila presenze, il Marocco, l’Ucraina e quindi la Cina.
Il dato interessante, però, è il saldo migratorio riguardo l’emigrazione, ovvero dei cittadini italiani che scelgono di trasferirsi fuori. Il trend è in crescita, nel 2011, secondo i dati Istat, la maggiorparte degli emigrati è di origine lombarda, ma è il Nord Est in generale a presentare il saldo migratorio peggiore. In Puglia i dati del 2011, dicono che oltre duemilacinquecento persone si sono trasferite all’estero. Sono per la maggiorparte diplomati e laureati e le mete preferite rimangono quelle dell’Europa più ricca, Germania in testa. Al secondo posto, come cinquant’anni fa, rimane la Svizzera.
In valore assoluto i dati sono molto bassi, soprattutto se raffrontati con il flusso degli immigrati. Quello da tenere d’occhio è invece il trend, che è in crescita, e la qualità degli emigrati, la cosiddetta “fuga dei cervelli”.
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