Elezioni: se a candidarsi fosse stato…

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Politica



franco-ancona-sindaco-martina-francaMARTINA FRANCA – Un articolo di politica è necessario, considerando lo stato dell’arte, le scadenze elettorali. Prima il Governo, poi la Regione, quindi la Provincia. Ma parleremo solo di centrosinistra, per ora.

Il centrosinistra locale è il grande escluso dalla partita, nel senso che non ci sono rappresentanti martinesi o comunque legati a Martina Franca, se non fosse per Giovanna Semeraro candidata con Rivoluzione Civile, di Cisternino ma nata a Martina Franca. Il centrosinistra vive poi quel conflitto interno riguardo il fatto che l’Idv, che a Palazzo Ducale ha due consiglieri e un vicesindaco, corra con Ingroia che al Pd proprio non ci pensa, o meglio, che è uno dei temi della campagna elettorale del Partito Democratico (l’appello al “voto utile”). Sel, invece, può vantare un piccolo legame tra i maggiorenti del partito locale e una candidata, già deputata, Donatella Duranti, ex assessore alle Politiche Giovanili a cui successe, partita per Roma, Pietro (Piter) Giacovelli, ex segretario cittadino, prima di Donatella Infante, divenuta assessore che a sua volta ha lasciato l’incarico al congresso che ha scelto Pino Fedele.

Veniamo al Pd, nota dolente. Dopo le elezioni, e quindi l’investitura a partito di maggioranza (finalmente) la segretaria cittadina Nunzia Convertini lascia l’incarico dopo diversi anni di difficile mandato. Al suo posto, invece di succedere il vice Pino Bonasia, scelto dalla segreteria ai tempi del congresso, il partito propone Mimmo Diamante, come “segretario reggente”. Il motivo per cui l’incarico non sia passato, come naturale, a Bonasia non è ancora chiaro. I malpensanti vorrebbero che sia stata fatta questa scelta per prevenire un rafforzamento di un’area critica del partito, di cui Bonasia è rappresentante.

Alle primarie per la scelta del candidato premier, al primo turno, il Partito subisce una sonora sconfitta al primo turno, in particolare nelle contrade roccaforte di Donato Pentassuglia, segno inequivocabile della fedeltà dei cittadini nei confronti del consigliere regionale. Questo risultato, che sarebbe dovuto già essere interpretato come segnale, ha preannunciato l’autosospensione dal gruppo consiliare democratico a Via Capruzzi, insieme a Mennea e Amati. Al consigliere regionale cresciuto nella Lista Florido e arrivato a Bari sull’onda della Primavera Pugliese, le regole del partito stanno strette, soprattutto quando il partito si dimentica di avvisarti che alle primarie per i candidati arriva la Finocchiaro.

Ecco il vulnus: alla notizia della presenza della senatrice siciliana, alcuni hanno ritirato la candidatura, dimenticandosi, secondo chi scrive, della massima di De Coubertin. Sarebbero stati i cittadini a scegliere, come vuole la democrazia. Altrimenti è democrazia pilotata quella che non vuole avversari, ma posti sicuri.

A Martina Franca due nomi circolavano per queste primarie: Antonio Scialpi e Stefano Coletta. Il primo l’antitesi dell’altro, ma comunque ricchi di un consenso altissimo (ma diverso), avrebbero potuto, facendo appello allo spirito di servizio, continuare l’operazione messa in atto con l’elezione di Franco Ancona.

Erano voci, magari insistenti, ma che sono rimaste tali.

La situazione sembra essere quella di un centrosinistra martinese che ha scelto di tirare i remi in barca per questo giro, magari per prendere la rincorsa per le elezioni regionali, di cui i bookmaker danno già Pentassuglia come vicegovernatore, e Emiliano come Presidente, se Amati non sceglie di correre, aprendo la sfida a tre con Minervini. I remi in barca potrebbero essere ufficiali, qualora le parole di uno degli iscritti ma anche amministratore fossero confermate: disinteressarsi della campagna elettorale.

Un rischio molto grave, che a Palazzo Ducale smentiscono.


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2 Commenti

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Commenti

  • Vito Pastore ha detto:

    Ben Fotografata la situazione, ma ora i Martinesi non posso o rinunciare ad un proprio rappresentante alla Camera come hanno sempre fatto con la sapienza dei moderati.

  • Vito Pastore ha detto:

    Ben Fotografata la situazione, ma ora i Martinesi non posso o rinunciare ad un proprio rappresentante alla Camera come hanno sempre fatto con la sapienza dei moderati.