Elezioni 2013. L'umore della piazza: "Ma chi ha vinto?"

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Politica


“Ma chi ha vinto?” Questa è una delle domande che la gente in piazza si pone il giorno dopo l’ufficialità dei risultati di queste elezioni politiche, ma non solo. Le promesse fatte in campagna elettorale hanno avuto il loro peso, hanno condizionato il voto, come spesso accade, dando speranze vane a chi ci ha creduto. Alla luce dei risultati ora molti, soprattutto anziani, si domandano: “Berlusconi dice di aver vinto, anche se ha perso, ma l’Imu ce lo darà lo stesso?“.

L’umore della piazza rispecchia i risultati elettorali, c’è caos, non si capisce chi ha vinto, chi ci governerà e soprattutto che fine faranno quelle promesse. La piazza porta con sé il peso della sua storia, luogo di mercato, dove lo scambio attraversa tutte le sue declinazioni: economiche, sociali, simboliche e antropologiche, luogo d’incontro e di scontro, contenitore sociale e informale ed è proprio qui che le perplessità comuni diventano oggetto di discussione, poco importa se la piazza è reale o virtuale.

Per captare i sentimenti e le emozioni della città è bastata una passeggiata in centro e un giro sui social network.

Abbiamo già parlato di quelle che sono le perplessità dei più anziani, capire chi ha vinto per poter impugnare la promessa elettorale e richiedere  il rimborso dell’Imu, a riguardo non nascondono la loro soddisfazione nell’avere in Parlamento un martinese (Gianfranco Chiarelli ndr): “vince anche la buona politica ringraziando i martinesi che hanno voluto il loro concittadino alla Camera“.

L’unica cosa chiara è il successo del Movimento 5 stelle che, a seconda di molti, “è solo la risposta alla stanchezza“, vince Grillo perchè perde la politica, un voto di protesta quindi che però non rassicura, “è solo uno specchietto per le allodole!” si legge in uno dei tanti commenti sul gruppo facebook “Vox Populi“, e ancora: “tutti battuti da un comico, deve essere davvero umiliante per i nostri grandi politici“. Fa sorridere, come normale che sia per un comico, la proposta di Dario Fo come Presidente della Repubblica, “Un’Italia da ridere” afferma qualcuno.

Ovviamente si parla anche del risultato di Martina che ha visto il ritorno del Pdl come primo partito cittadino e la sconfitta del Pd, che alle scorse comunali aveva portato al governo della città Franco Ancona, divenuto addirittura il terzo partito in città, superato con le preferenze anche dal movimento di Grillo. “Tempo di una estate, un tiepido autunno e mezzo inverno e siamo tornati di destra?” ci si chiede sempre sul gruppo “Vox Populi”, come è stato possibile? La colpa, secondo qualcuno, è da imputare ai piani alti del Pd nazionale per la scelta dei candidati: “il Pd nazionale ha fatto svanire i sacrifici fatti dai personaggi locali con un colpo di spugnagli elettori gli stanno ripagando“.

Qualcuno è un po’ più duro nei confronti degli elettori martinesi “Martina, un paese di ottuagenari scusabili e giovani anziani“, facilmente abbindolabili con promesse elettorali e dal primo che si “improvvisa rivoluzionario gridando in piazza slogan populisti“.

La piazza esprime le sue perplessità, la sua confusione, assume il suo ruolo di scambio nella moltitudine degli elementi che la rendono viva, ne fanno parte anche tutti quelli che difendono i colori della propria bandiera, tutti quei tifosi che gridano allo scandalo ogni volta che l’arbitro fischia un rigore contro, nonostante la moviola dia ragione al direttore di gara.

La partita è appena iniziata, ora bisogna capire per chi tifare sperando che, al triplice fischio finale, a pagarne le spese non siano solo i cittadini italiani e che il direttore di gara, almeno per questa volta, non venga calato dall’alto.

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