Processo Montenegro: condannati gli ostunesi Prudentino

Svolta nel processo in corso a Bari per far luce sulla vasta organizzazione criminale dedita, negli anni novanta, al contrabbando dal Montenegro.

La Corte d’Assise d’Appello di Bari ha infatti ribaltato il verdetto di assoluzione, emesso in primo grado, dall’accusa di mafia e di omicidio, a carico dell’ostunese Francesco Prudentino. I giudici, infatti, nell’udienza di ieri, hanno condannato a una pena di 7 anni di reclusione Prudentino, sia per associazione per delinquere di stampo mafioso che per l’uccisione di Vladimir Jelenic, detto Vania, il ventiduenne montenegrino ucciso la notte tra il 23 e il 24 ottobre del 1995 a Bar, in Montenegro.

Condannato a 5 anni, anche il figlio Antonio. Secondo l’accusa, i due Prudentino, assolti in primo grado nell’ottobre 2010 dal reato di associazione a delinquere e condannati, invece, per contrabbando rispettivamente a 6 anni e a 3 anni e 6 mesi di reclusione, sarebbero stati a capo dell’organizzazione mafiosa che tra il 1995 e il 2000 gestiva il traffico di tabacchi tra il Montenegro e la Puglia, riciclando poi il ricavato delle attività illecite in vari paradisi fiscali.

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