Cosa nascondono le assunzioni? Diffidate dalle imitazioni

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MARTINA FRANCA – Lo chiamano network marketing o marketing multilivello, piramidale o catena di Sant’Antonio o Schema Ponzi, ma di cosa stiamo parlando?  Sono dei modelli commerciali, di marketing che implicano lo scambio di denaro primariamente per arruolare nuove persone, solitamente, con lo scambio di beni o servizi.

Lo schema Ponzi prende il nome da un immigrato italiano che negli Stati Uniti divenne famigerato per avere applicato questo modello piramidale su larga scala a tutta la nazione, coinvolgendo circa 40.000 persone e raccogliendo per sé oltre 15 milioni di dollari.

Caratteristiche di questi modelli sono: promessa di alti guadagni a breve termine; ottenimento dei guadagni da escamotage finanziari o da investimenti di “alta finanza” documentati in modo poco chiaro; offerta rivolta ad un pubblico non competente in materia finanziaria; investimento legato ad un solo promotore o azienda.

La legislazione italiana con l’articolo 5 della Legge 173/2005 rende illegali organizzazioni che “configurano la possibilità di guadagno attraverso il puro e semplice reclutamento di altre persone” e l’articolo 6 vieta obblighi di corrispondere all’azienda, per il reclutato, somme di rilevante entità in assenza di una reale controprestazione al momento del reclutamento o per restare a far parte della struttura.  Le catene di Sant’Antonio e il marketing piramidale, quindi, in Italia sono illegali.

Eppure c’è chi continua ad approfittare, anche se con modelli nuovi e caratteristiche diverse rispetto a quelle precedentemente elencate, della vulnerabilità dei cittadini italiani, soprattutto giovani e disoccupati che per fa fronte alla crisi economica, spesso, sono tentati ad accettare proposte di questo genere.

Da qualche settimana un’azienda che realizza e vende depuratori ha deciso di puntare, con l’apertura di una nuova filiale, sul mercato di Martina Franca avviando una capillare ricerca del personale. In uno dei volantini distribuiti da codesta società si legge: “Seleziona nuovo personale dai 18 ai 40 anni per diverse mansioni: call center, amministrazione, risorse umane, assistenza clienti, consulenza al marketing. Anche part time“. Oltre al numero di telefono sul volantino non c’è altro, né il nome dell’azienda, né un indirizzo.

Per la selezione utilizzano diversi strumenti, dai volantini alle brochure, ma quello che prediligono è la ricerca telefonica, spiegheremo il perché.

Noi di Martina News, dopo aver ricevuto in redazione molte segnalazioni e la chiamata di un’amica che, con tutte le perplessità del caso, ci raccontava di essere stata contattata telefonicamente da questa azienda, abbiamo deciso, ritenendo quanto meno strano, in tempi difficili, ricevere proposte di lavoro telefonicamente, di approfondire la questione partecipando personalmente alle selezioni.

Abbiamo così chiamato il numero indicato sul volantino per fissare un colloquio. A risponderci è una signorina, apparentemente giovane, che inizia subito a parlarci delle selezioni ripetendo sostanzialmente quanto già letto sul volantino: “Stiamo aprendo una nuova sede a Martina Franca e per questo stiamo cercando personale da assumere per diverse funzioni“, dopodiché ci ha indicato il giorno della selezione, ovviamente sottolineando che sarebbe stato l’ultimo giorno disponibile, chiedendoci poi di segnalarle numeri di parenti o amici in cerca di lavoro.

Il giorno seguente ci siamo recati presso la sede dell’azienda per il colloquio. Nell’ufficio, oltre noi, c’erano tantissime altre persone in attesa e tante altre che, evidentemente già “assunte”, uscivano da una stanza, diversa rispetto a quella dei colloqui, con in mano una valigetta grigia contenente il materiale che gli “analisti”, così vengono chiamati quelli che girando porta a porta mostrano l’efficacia dei loro prodotti, avrebbero dovuto utilizzare per le dimostrazioni.

Nella sede ci sono solo scrivanie, sedie e tantissimi quadri che rappresentano New York. Niente che riporti al logo o ai colori dell’azienda, niente dell’azienda. Uscendo l’unica cosa che si ricorda è l’immagine di Time Square circondata dal bianco latte dei muri.

Dopo 30 minuti di attesa ci accoglie nella stanza una signorina, giovane e con forte accento barese, che ci spiega meglio in cosa consiste questa selezione. L’azienda, a differenza di quanto scritto nel volantino, cerca solo analisti e centralinisti. Diventa analista colui o colei che, girando porta a porta, dimostra attraverso degli strumenti e una procedura imparata a memoria (a questo serve il contenuto della valigetta grigia ndr) il funzionamento e la validità dei loro prodotti, senza l’obbligo di venderlo. La seconda mansione, per le sole donne, è quella della centralinista. Il compito delle centraliniste è solo quello di reclutare altro personale comodamente da casa, l’azienda offre solo una scheda ricaricabile.

Le chiediamo per quale motivo al telefono ci fosse stato detto che oltre a questi ruoli si ricercavano anche mansioni di amministrazione, assistenza clienti e risorse umane. La risposta è stata, “puoi fare carriera“. Dopo i primi 3 mesi, part time, e dopo il corso, sul quale non siamo riusciti a sapere molto altro, ti lasciano la possibilità di scegliere i tuoi orari di lavoro e di conseguenza il tuo stipendio, 300 euro per il part time e 600 euro per il full time, con la possibilità di assumere ruoli diversi nell’azienda e, secondo la loro idea, di fare carriera.

Uscendo abbiamo voluto raccogliere altre impressioni, decidendo di fermarci lì vicino e aspettare, solo così ci siamo resi conto del traffico e del numero di persone che entravano ed uscivano da quel portone. Abbiamo contato circa 50 persone in un’ora, molti di questi con la valigetta in mano.

Un ragazzo che ha voluto rimanere anonimo ci ha detto: “Vengono reclutate persone a cui si offre un lavoro e si cerca di convincerle a provare questi prodotti a casa loro, con lo scopo di far capire come funzionino per poi venderli, in realtà il pressing psicologico avviene proprio in questi processi dimostrativi in cui le famiglie del lavoratore si convincono che il prodotto funziona e decidono di comprarlo“. Non possiamo confermare questa ipotesi, né tanto meno possiamo credere che tutti i familiari si lascino convincere così facilmente, ma l’ipotesi non è da scartare a priori.

I tutor vengono assegnati dall’azienda al neo “analista” che organizza delle dimostrazioni esemplificative proprio a casa del novizio invitando anche i familiari ad assistere. Questo ci viene descritto da una persona che ha vissuto direttamente questa storia: “In questa occasione i tutor non mancano di sottolineare  ai familiari che sono lì solo per insegnare al novizio come effettuare le dimostrazioni, ma alla fine fanno pressione per la vendita tirando in ballo anche l’argomento ‘fatelo per aiutare vostro figlio’ avendo un copione prestabilito da recitare a casa delle persone, con tanto di telefonata al direttore commerciale che, ‘in via del tutto eccezionale’, fa un ulteriore sconto dell’ultimo momento“.

Tutto sembra orchestrato, quindi, per avere una lista numerosa di nuovi clienti facili, parenti e amici a cui vendere i loro prodotti.

Le caratteristiche proprie del marketing multilivello o piramidale sono però diverse, ci sembra opportuno sottolineare che non ci è stato richiesto nessun tipo di pagamento, anzi, loro si offrono di pagarti lo stipendio, che ricordiamo essere di 300 euro per i primi tre mesi part time, anche durante il fantomatico corso, e 600 euro per il full time a tempo indeterminato. In ogni caso l’articolo 5 della Legge 173/2005  dice che sono illegali tutte quelle organizzazioni che “configurano la possibilità di guadagno attraverso il puro e semplice reclutamento di altre persone”.

Riteniamo fondamentale informare che dietro a queste facili assunzioni si nasconde quasi sempre un pericolo, ci verrebbe da dire “diffidate dalle imitazioni“.

Riportiamo di seguito alcuni suggerimenti che possono aiutare a distinguere un annuncio di lavoro poco chiaro da un annuncio serio:

“Prestate attenzione al mittente dell’annuncio: l’art. 9 d.lgs. 276/2003 rende noto che in Italia è illegale pubblicare annunci di lavoro in forma anonima, come nei volantini che distribuiscono inserendo solo un cellulare da chiamare, non sono rari i casi di linee telefoniche attivate solo per il tempo della selezione. Solo le agenzie interinali sono autorizzate a inserire un annuncio senza fare riferimento al nome dell’azienda. Ad ogni modo deve essere presente una buona descrizione del settore in cui opera la società e dell’attività che svolge, iscrizione CCIAA o partita iva, potendo consultare il Registro delle Imprese. Gli annunci di lavoro devono sempre indicare chiaramente il tipo di lavoro che si offre. Per non parlare di quando la ricerca di personale è basata su profili generici e non ben definiti. Le aziende serie prestano molta attenzione ai requisiti professionali e personali dei candidati, soprattutto in tempi di crisi, sono molto esigenti, cercano personale qualificato.  Quando si fa riferimento a “spese iniziali da sostenere per ottenere il lavoro” e  vi comunicano che il tipo di lavoro vi sarà spiegato solo “in presenza” e non al telefono, lasciate perdere e passate oltre”.


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