PD Martina Franca: il dato elettorale come punto di partenza per rinnovamento e cambiamento

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Politica


partito-democraticoDi seguito una nota del circolo del Partito Democratico di Martina Franca, riunitosi in assemblea domenica scorsa.

 

Domenica 3 marzo, presso i locali del circolo martinese, il Partito Democratico riunito in assemblea, ha analizzato, ad una settimana di distanza, il voto politico. L’interesse dell’assemblea è arrivato a considerare il più ampio dato nazionale ma, soprattutto, quanto avvenuto a livello locale.

In tanti, iscritti e semplici simpatizzati, sono intervenuti alla riunione e molti hanno preso la parola  per esprimere il proprio parere circa quanto accaduto. Una presa d’atto che da forza e spinta a fare ancora meglio, questo è quello che è emerso alla fine dell’incontro durato oltre tre ore.

Il PD martinese, che vanta 11 consiglieri e tre assessori a livello comunale ha pagato le scelte fatte a Taranto, a bari, a Roma. Ma allo stesso tempo non ha saputo capitalizzare il lavoro svolto  che ha portato negli ultimi mesi al successo amministrativo prima e al grande movimento partecipativo delle primarie di coalizione poi. Un partito che punta al rinnovamento e al cambiamento, già in atto a Martina Franca, con la decisione di dotarsi di una nuova segreteria anche prima del congresso che si terrà prossimamente.

Segreteria che punta al dialogo con la città e con quanti vorranno avvicinarsi ai problemi e alle loro possibili soluzioni. Per questo motivo la sede del circolo, in via Damiano Chiesa, sarà aperta tutte le sere pronta ad accogliere le istanze degli iscritti, dei simpatizzanti e di quanti hanno a cuore le sorti di Martina.

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3 Commenti

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Commenti

  • Vito Pastore ha detto:

    Le elezioni comunali le ha perse il centro destra diviso. Non le ha vinto la sinistra. La riprova è il risultato delle potiche dove il centro destra è tornato maggioranza. Tutto le analisi sono inutili perché lo zoccolo duro è sempre quello max 5000 voti, salvo quando si presenta Pentassuglia che gode di un consenso personale moderato e certamente non di sinistra.

    • Massimiliano Martucci ha detto:

      Nessuna analisi è inutile. Per quanto riguarda chi vince o chi perde, alle politiche il partito che ha perso di più è stato il Pdl (- 12%), nonostante la candidatura di Chiarelli. E rispetto al 2008, quando il centrodestra godeva di un consenso ineguagliabile in Italia. Per quanto riguarda il consenso personale di Pentassuglia sono d’accordissimo con lei.

  • Vito Pastore ha detto:

    Ok. Tutto a posto. compreso il ritorno di Bruni il quale dovrebbe chiarire se gli va bene l’accordo generazionale con la “vecchia guardia” o insistere per la loro rottamazione. Intato è stato l’unico a pagare: contro il centro destra diviso avrebbe vinto anche lui.