"La politica è una cosa meravigliosa"

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Cultura, Politica


libro-piccoloMARTINA FRANCA – La Sala Consiliare era piena, l’altro ieri, per la presentazione del libro “Così giovane e già così moderato” scritto da Roberto Lucarella e Ludovico Rossi, edito da Garzanti. Era piena la Sala Consiliare, ma questo dato non serve da solo: moltissimi sono stati gli interventi. Abbiamo contato, dal nostro scranno di moderatori, diversi “grazie” e molti spunti interessanti, oltre a quelli che dà il libro.

Un libro che, come già anticipato e detto e ridetto, offre diversi livelli di lettura. Il primo è quello della storia, una storiella, di un ragazzo appassionato di politica, il secondo di quanto in un partito manchi la democrazia e quindi il problema, di riflesso, del sistema su cui si fonda l’Italia, il terzo, più complesso sullo scambio che si è avuto in questi anni tra strategia e tattica. Ma forse è meglio andare con ordine e approfittare degli spunti d’attualità per tentare di spiegare quanto è attuale e necessario (quindi “potente” nel senso che dà potere, il libro di Lucarella & Rossi, che sembra un brand di spumanti e invece no).

Prima notiza: Renzi forse rompe con Bersani.

Seconda notizia: la Consulta Giovanile di Martina Franca e gli auguri dell’associazione di Stefano Coletta (assessore alle politiche giovanili e presidente, per statuto, della suddetta Consulta).

Partendo da quanto raccontato nel libro, che offre uno spaccato del sistema politico che vale sia per Bologna che per Martina Franca, sia per il Pd che per il Pdl, nei partiti non contano più le idee ma le relazioni, ovvero gli obiettivi vengono determinati in una logica di battaglia (vincere qui e ora per portare a casa il posto da candidato in lista) e non di guerra (cambiare il mondo secondo come l’immagina la visione del partito). Le relazioni di appartenenza sono fondamentali. Mi ricordo, con dolore, un momento della mia precedente vita politica in cui, durante la discussione all’interno del partito in cui militavo, in cui uno dei partecipanti, interrogato su una questione, affermò: “Io sto con la maggioranza”. Ovvero: le idee non contano, conta chi vince.

Bene, è proprio questa degenerazione del sistema che ha permesso la nascita di mostri politici come Renzi che nonostante sia uscito sconfitto, preferisce rimanere fedele alle proprie logiche e non a quelle di un partito del quale, comunque, è esponente. E non perchè sia giusto difendere il Pd, ma perchè il Pd non esprime nessuna chiara visione. Senza visione, la fedeltà è al capo e non all’idea.

Ecco, quindi, che rientra il discorso più contingente della Consulta Giovanile, opportunità per sviluppare un antidoto al sistema delle caste politiche, partecipando alla vita pubblica di Martina Franca, entrando dentro la macchina, avvicinandosi ai meccanismi, ai suoi ingranaggi e, volendo, acquisendo il potere per interrompere il loro funzionamento. Ma questo può accadere solo se si partecipa non con la volontà di vincere ma con la consapevolezza di essere portatore di interesse di altri, di “rappresentare”. Altrimenti sono scontati i compromessi con il potere, i compromessi a perdere, ovviamente, pur di arrivare alla “poltrona”. La macchina del potere viene rafforzata, acquisendo la contraddizione, come fosse il veleno del vaccino, e sviluppandone gli anticorpi.

Il cambiamento, quindi, può avvenire solo nel momento in cui si acquisiscono gli strumenti per ri-conoscere i meccanismi (magari con il libro di Lucarella e Rossi), e quindi si diventa capaci di scegliere e di discernere, scegliendo di stare nel gioco consapevole dei rischi e  delle contraddizioni.


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