Elio Greco: "Dedicate quella strada a chi volete ma non a un fascista"

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Cultura, Politica


ELIO-GRECO1MARTINA FRANCA – La scelta da parte della Giunta di annullare il cambio di nome della via Vito Bascio in autotutela ha scatenato le ire della Fondazione Nuove Proposte, tirata in ballo per aver dato l’ok al cambio di nome, nel 2011, alla strada perpendicolare a Corso Messapia. Interviene Elio Greco, presidente della Fondazione Nuove Proposte, per ricordare che il nome Vito Bascio è di un fascista, uno di quelli che picchiavano e costringevano a bere l’olio di ricino e che non è accettabile che il suo nome rimanga solo a Martina Franca.

Scrive Elio Greco:

Caro Sindaco, facendo seguito a quanto ti ho anticipato questa mattina verbalmente, ti preciso qual è il mio pensiero sulla reintitolazione della strada a Vito Bascio con il provvedimento di autotutela che annulla l’intitolazione di quella strada al martinese Francesco Muschio Schiavone.

Non è stata la fondazione Nuove proposte a indicare il cambio di intitolazione, da Bascio a Muschio Schiavone, della predetta via, ma Nuove proposte si è limitata ad esprimere, come richiesto dalla Legge e quale istituzione culturale accreditata anche presso la Presidenza della Repubblica, il benestare per procedere alla nuova intitolazione.

Questa revoca che l’amministrazione da te guidata ha deliberato, non offende me bensì certamente i precedenti amministratori e la società civile nazionale, regionale, provinciale e locale che venne rappresentata a Martina in occasione dell’inaugurazione di via Muschio Schiavone.

A me interessa invece che venga cancellato per sempre dalla toponomastica martinese il nome di Vito Bascio, un gerarca fascista pescarese della prima ora, di quelli manganello e olio di ricino, prematuramente scomparso, che Mussolini e Starace decisero di trasformare in eroe nazionale imponendo a diverse città italiane di intitolargli una strada. Tra il 1943 e il 1945 tutte le vie Vito Bascio italiane furono revocate, tranne quella di Martina.

Via Bascio a Martina fu dedicata con delibera del potestà dell’epoca nel 1938 in occasione della visita nella nostra città di Achille Starace, all’epoca il numero due del fascismo italiano: al termine di questa strada sulla sinistra, avendo di fronte l’Ateneo Bruni, sarebbe sorta una monumentale opera del regime fascista, la casa del littorio che, progettata, non fu realizzata a causa della guerra.

Come italiano e martinese profondamente antifascista e ancorato ai valori della libertà e della democrazia espressi nella Costituzione italiana frutto della liberazione dal fascismo, ho gioito quando il nome di Vito Bascio venne cancellato dalla toponomastica martinese e sono indignato ed offeso oggi che viene riproposto.

Non è una difesa d’ufficio di Muschio Schiavone. Dedicate quella strada a chi volete ma non a un fascista.

Approfitto dell’occasione per sottolineare l’aspetto giuridico del problema: non è affatto vero che il cambio di denominazione di una strada comporta problemi ai cittadini e non è vero neanche che comporta fastidi perché tutti i documenti dei cittadini, delle aziende, delle istituzioni presenti su quella strada continuano ad essere validi fino alla data di scadenza dei documenti (carta di identità, patente, licenza ecc.). Questo è confermato dal fatto che in tutte le città di Italia vengono continuamente cambiate intitolazioni di strade e piazze senza nessun trauma.

A Bari, piazza Roma è diventata piazza Moro; a Fasano viale stazione è diventato viale Schena senza nessun problema per i residenti; altrettanto è successo a Roma, ove la centralissima via del Progresso, vicino alla sinagoga, ha recentemente cambiato nome.

Non credo signor Sindaco che il compito di una amministrazione sia quello di assecondare i malumori di alcuni, pochi o pochissimi residenti ma quello di adottare dei principi sempre validi, valorizzando il senso della cittadinanza conoscendo e facendo conoscere le norme vigenti a riguardo.

Comunque, se il principio è quello adottato dalla giunta con la delibera in questione, vanno revocate tutte le delibere di attribuzione di strade, esempio ex vico Cirillo, ex vico Plebiscito e di tutti i vicoli di via Donizetti, tutte intestate attualmente a grandi martinesi del passato: o tutte o nessuna, perché se ne fate una sola il sospetto della faziosità prende corpo.

Approfitto dell’occasione per ricordarvi che il Comune di Martina non ha ancora murato le targhe di strade e piazze dedicate a Guido Lenoci (uno dei più grandi martinesi di tutti i tempi) e a padre Mario Monegat, fondatore della Consolata a Martina nonostante la validità delle delibere comunali di intitolazione.

A margine ricordiamo e aspettiamo con impazienza che scadano i dieci anni per vedere via, o piazza, Angelo Marotta.

 

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