Non sottovalutate la "movida". Chi si ricorda di "Vietato Ballare"?

vietato-ballare-repubblicaIeri, in occasione dell’incontro sulla Consulta Giovanile, abbiamo avuto modo di avere la possibilità di assistere ad un “focus group” inaspettato, ma in qualche maniera cercato, da chi scrive, per capire un po’ in che direzione viaggiano i “giovani” di oggi, cioè coloro che per motivi anagrafici la società dei consumi categorizza diversamente dagli adulti. Non volendo entrare nel merito dei danni della società ultraliberista, tentiamo di rimanere ancorati ai dati sociologici (e antropologici) emersi ieri durante il dibattito.

Innanzitutto è chiaro che generalizzare è impossibile, perchè pensare che quei ragazzi seduti sugli scranni dei consiglieri comunali possano davvero essere un “campione” della loro generazione è sbagliato. Chi si è candidato alla Consulta Giovanile di Martina Franca ha una passione incredibile verso la politica e le cose della politica, molti di loro si vedono in Consiglio Comunale a seguire e prendere appunti e quindi è diverso da chi dice “Io non voto perchè tanto sono tutti uguali”.

Magari loro lo pensano, anzi, ne siamo sicuri, perchè altrimenti non direbbero cose tipo: “La grave situazione è dovuta a chi è stato prima di noi“, oppure al fatto che si ha difficoltà a parlare di ideologie. Ma sono capaci, meravigliosamente, di discernere la politica dai politici. La prima è “servizio” i secondi, spesso, incapaci (lo diciamo noi).

Una cosa che, sommessamente, è emersa è il bisogno di avere anche attenzione al loisir, al divertimento, allo svago. Avere attenzione nei confronti di questo aspetto è fondamentale per costruire una città attenta ai bisogni a tutto tondo, che non considera la cultura solo roba di filosofi o scrittori ma è attenta anche al bisogno di svago. Non si tratta, secondo chi scrive, di favorire la nascita di discoteche, ma di dedicare la stessa attenzione (sic!) che si dedica ad altre iniziative culturali o sociali. L’attenzione ai luoghi di divertimento e al divertimento stesso, alla movida, è indice di un pensiero laico che non divide le cose umane in “importanti” e “meno importanti” che riconosce dignità ad ogni momento della giornata. Anche al divertimento, a quella sana birretta a fine giornata, quando si ha bisogno di pensare a nulla.

Secondo alcuni osservatori attenti il distacco della politica dalla vita quotidiana c’è stato alla fine degli anni settanta quando dai movimenti si passava a ballare la musica disco, quando è iniziato quel famoso “riflusso” che ha portato le masse dalle piazze alle discoteche.

Ecco, se i professoroni fossero stati attenti e le loro torri d’avorio meno alte, probabilmente il distacco tra la dimensione dell’impegno e quella del disimpegno non sarebbe stato così netto e definitivo.

Se non ci credete basta che guardiate quanti “like” e quanti commenti ha avuto il famoso articolo “Vietato Ballare

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