Ostuni, manifestazione all’ingresso dell’Ospedale Civile

Si vive una forte crisi organizzativa per una serie di inadempienze gestionali. E’ quanto hanno denunciato ieri, nel corso di una pubblica manifestazione all’ingresso dell’Ospedale civile di Ostuni, le segreterie territoriali di Cgil-funzione pubblica, Cisl-FP e Uil F.P.L..

Insieme ai rappresentanti sindacali aziendali e a diverso personale, Antonio Macchia della Cgil, Aldo Gemma della Cisl e Vincenzo Santacesarea della Uil, si sono ritrovati ad Ostuni per portare avanti la “Vertenza contro la Direzione generale della Asl Br determinata dalla consapevolezza che anche l’Ospedale di Ostuni – si legge sul volantino diffuso –  parimenti ad altre strutture sanitarie provinciali, vive una situazione di forte crisi organizzativa per una serie di inadempienze gestionali della Direzione generale”.

Si è sottolineato che: “nonostante una serie di atti quali la delibera n. 3006 del 27-12-2012 e R.R. n. 36 del 28-12-2012 sulla modifica ed integrazione al regolamento regionale 16-12- 2010 n. 18 e s.m.i. di riordino della rete ospedaliera abbiano disposto una riorganizzazione della rete ospedaliera riguardante anche il Presidio Ostuni/Fasano, per  il quale sono stati previsti significativi provvedimenti ed investimenti, ad oggi ancora nulla di concreto è stato realizzato. In particolare non è stata attuata la riapertura con 10 posti dell’U.O. di pediatria, chiusa nel mese di giugno 2012; non è stato riadattato a 16 il numero dei posti letto dell’U.O. di cardiologia; non c’è stato il trasferimento dell’U.O. di pneumologia da Fasano ad Ostuni; non si sono strutturati i previsti 5 posti letto di recupero e riabilitazione funzionale; non sono state attivate le procedure della medicina territoriale e non sono state attivate le procedure della medicina ambulatoriale”.

“Qui c’è una struttura nuova e stiamo chiedendo di cosa hanno intenzione di riempirla – ha detto Gemma – perchè non resti una scatola vuota e questo è l’unico fine di queste manifestazioni. Devo aggiungere che qualche consigliere regionale ha dimostrato che la problematica non la sta compenetrando per niente e probabilmente ha le dee confuse. Noi sono anni che non facciamo rivendicazioni di carattere economico e che al primo posto stiamo mettendo gli interessi dell’utenza. L’attuale vertenza è aperta soltanto per assicurare ai cittadini un minimo di assistenza che sulla provincia di Brindisi è completamente distrutta, evanescente. Non ci sono pensieri oscuri che ci hanno assegnato impropriamente”.

“Noi facciamo solo ed esclusivamente azione nei confronti dei cittadini – ha rimarcato Santacesarea – diritto alla salute e di tutto quello che comporta questo e una classe politica inadeguata non consente invece una azione degna di questo nome riguardante la politica e la salute del cittadino. Abbiamo sottoposto dei documenti importanti e a questi si è cercato di gettare fango sopra dicendo che ci sono motivi oscuri. Abbiamo chiesto un pubblico confronto che non c’è stato e rinnoviamo l’invito. Siamo pronti a confrontarci in tutte le sedi”.

“Facciamo questa vertenza – ha detto Macchia – che abbiamo già iniziato mettendo in discussione tutto il sistema sanitario provinciale con una serie di inadeguatezze che ormai avvengono e che portono riflessi negativi sull’assistenza e sui servizi da erogare all’utenza. Ostuni si inserisce in una serie di iniziative che abbiamo inteso portare avanti e riteniamo che ad oggi non ci sia stato un miglioramento dei servizi offerti all’utenza. Anzi riteniamo che le persone stiano soffrendo questa situazione basta vedere che le liste d’attesa sono lunghissime e abbiamo degli indicatori che ci fanno dire che il sistema non va bene”.

La nota delle OO.SS. dice: “Si coglie l’occasione per rassicurare qualche personaggio politico che le motivazioni che hanno indotto queste OO.SS., orgogliose di rappresentare il paese reale, ad attivare la “vertenza sanità”, esulano da meri calcoli opportunistici e non hanno niente di oscuro ma sono solo il frutto di una attenta valutazione dei bisogni dei cittadini e dei lavoratori. Pertanto, poiché la situazione in cui versa l’Ospedale di Ostuni è frutto di una fallimentare gestione aziendale, queste OO.SS. reiterano la richiesta di dimissioni del Direttore Generale, dott. Paola Ciannamea congiuntamente al direttore amministrativo, dott. Stefano Rossi e al direttore sanitario, dr. Graziella Di Bella”.

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