Ostuni, denunciato cittadino nigeriano

Riceviamo e Pubblichiamo il Comunicato stampa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ostuni.

Si comunica che all’esito della denuncia sporta in questo Commissariato (8 luglio u.s.) da un cittadino ostunese (F.P., di anni 42, il quale aveva denunciato ignoti soggetti, rei di essere riusciti a far addebitare sul proprio conto corrente la somma di circa euro 4.000,00, per acquisti in rete mai effettuati), questo Commissariato di P.S. aveva avviato una complessa e laboriosa attività investigativa finalizzata ad individuare i responsabili.

Immediatamente, era emerso che la vicenda s’inquadrava nell’ambito di un ben più ampio scenario criminale nel quale avevano titolo scaltri criminali “professionisti” operanti nel settore delle frodi informatiche perpetrate mediante il preliminare e fraudolento utilizzo di carte di credito perfettamente clonate; era anche emerso che luogo d’elezione in cui i criminali prevalentemente si facevano consegnare le merci dagli ignari vettori e/o venditori, era l’hinterand milanese. Pertanto, il dott. Francesco ANGIULI, dirigente di questo Ufficio, aveva interessato il Commissariato di P.S. Lambrate della Questura di Milano (dirigente, dott. Roberto GUIDA), fornendo costantemente a quegli operatori ogni utile elemento in merito a potenziali acquisti (e consegne di merce) cui i malfattori avrebbero potuto ragionevolmente attuare. Al culmine dei numerosi tentativi degli investigatori finalizzati a bloccare i malviventi, nella tarda mattinata del 4 settembre u.s., nel pieno centro di Sesto San Giovanni (MI), con il costante coordinamento del Commissariato di P. S. di Ostuni, i poliziotti (all’uopo puntualmente aggiornati in merito allo stato d’avanzamento delle indagini), riuscivano a bloccare il cittadino nigeriano AMREYAN Clemente, classe 1984, residente in Monza, che sulla base di quanto complessivamente acclarato, è stato ritenuto responsabile del reato di cui all’art. 55 co. 9 D. L. vo 231/2007  (per aver effettuato acquisti di merce varia in rete, utilizzando carte di credito clonate con le quali scaricava i relativi addebiti su conti correnti  di ignari cittadini dei più svariati luoghi d’Italia), nonché per resistenza a P.U. Ciò, in quanto al momento dell’irruzione da parte degli operanti (appositamente camuffati da spedizionieri), AMREYAN Clemente, malgrado la possente mole, aveva dato vita ad un rocambolesco inseguimento, vanificato dalla prontezza degli operanti.

Gli approfondimenti investigativi, hanno anche fatto emergere una nutrita sequela di acquisti fraudolenti in rete che il citato nigeriano, nel giro di un’ora, era riuscito a porre in essere; lo stesso, infatti, astuto e scaltro, presentandosi sotto false spoglie alle ditte predestinate (tutte nel nord Italia), indicava/concordava di volta in volta recapiti differenti per quel che concerne i luoghi nei quali sarebbe dovuta avvenire la consegna della merce (luoghi rigorosamente lontani dalla sua residenza/dimora), così riuscendo, per un verso ad  assicurarsi l’acquisizione dei beni, per altro verso predisponendo adeguate contromisure atte ad eludere eventuali indagini a suo carico.

Molteplici, i recapiti telefonici ed gli indirizzi e-mail utilizzati dall’accorto truffatore, tutti risultati fittiziamente intestati a terzi, sovente inesistenti.

Lo stesso, prediligeva l’acquisto di costosi pneumatici delle più importanti marche; fatale, purtroppo per lui, è risultato un ulteriore (l’ultimo) ordine di acquisto di pneumatici dal valore di circa 2.700,00 euro; difatti, come detto, nel luogo di consegna, stavolta, anziché gli addetti alla spedizione, erano ad attenderlo i poliziotti del Commissariato di P.S. “Lambrate”, avvertiti da personale di quest’Ufficio che, nel frattempo, non aveva mai smesso di coordinare e indagini e, sopratutto, di mantenere  stretti rapporti con le varie ditte già rimaste danneggiate.

Il furgone Transporter (che AMREYAN Clemente prediligeva per “ritirare” le merci ed a bordo del quale si è presentato all’”appuntamento” con i poliziotti), è stato sottoposto a sequestro penale, al pari di altro materiale e varia documentazione ivi reperita, ritenuta interessante ai fini della prosecuzione delle indagini. Si ritiene che il predetto rappresenti il “terminale” di un agguerrito gruppo criminale (verosimilmente, composto in gran parte da cittadini stranieri) ben attrezzato e specializzato nel settore delle frodi informatiche/ falsificazione di carte di credito.

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