L’ostunese Peppino Carella premiato al cinquantesimo del disastro del Vajont a Longarone

/ Autore:

Società


Nel per il cinquantenario del disastro del Vajont, a Longarone, ha preso parte anche un ostunese, Peppino Carella che partecipò attivamente ai soccorsi, svolgendo all’epoca il servizio militare (e fu anche premiato ed ebbe numerosi riconoscimenti).

A cinquant’anni da quel disastro, Carella è ritornato in quella valle del Veneto e ha partecipato alla tre giorni di iniziative ed eventi con la Protezione Civile invitato a partecipare dal Sindaco di Longarone, Roberto Padrin (legato a Ostuni ove ogni anno ad agosto ama trascorrere le sue vacanze), componente col sindaco, Domenico Tanzaella, della Nazionale Italiana Sindaci.

Tanti i ricordi di Carella che da giovane militare, si è trovato a “combattere” con il disastro di quel 9 ottobre 1963, quando la frana del monte Toc si staccò precipitando nel bacino artificiale sottostante della diga del Vajont causando la morte di 1.910 persone. Lui ha sempre raccontato quelle giornate e nella sua mente è rimasto vivo il ricordo di cosa si trovarono di fronte i militari soccorritori che il Governo mandò subito li a fronteggiare una emergenza. Carella ha preso parte alla tre giorni sul tema: “La Protezione Civile e il Vajont”. Prevenzione, soccorso, memoria” e ha portato il suo ricordo mentre ha presenziato alla funzione religiosa in suffragio delle tante vittime di quel disastro.

Tanta commozione nell’evento commemorativo dove, con molta tristezza ha ricordato anche tanti commilitoni che non ci sono più e ha partecipato al “Raduno dei soccorritori” che si trovarono di fronte al disastro e alla morte in una vallata spazzata via dalla furia della valanga d’acqua tracimata dalla diga.

L’ostunese Giuseppe Carella era lì ieri così com’è stato oggi e, per l’occasione, c’è stato un commovente incontro tra quelli che furono i soccorritori intervenuti nel 1963 alle operazioni di soccorso (circa 10.000) e i superstiti del 9 ottobre.

Un disastro, ricordando quella triste giornata di 50 anni fa che i Comuni di Longarone, Castellavazzo, Erto e Casso e Vajont e la Fondazione Vajont, hanno voluto commemorare con una significativa cerimonia (invitando tutti i soccorritori ancora in  vita) e che è stata un omaggio alla solidarietà di quanti si mobilitarono per prestare soccorso ai superstiti e ai sopravvissuti. Al centro dell’evento, il passaggio simbolico di un testimone tra i soccorritori di allora e i volontari di protezione civile di oggi.

«Questi tre giorni – ha detto Roberto Padrin, sindaco di Longarone – sono un atto di gratitudine nei confronti di tutte quelle persone che hanno aiutato, 50 anni fa, la nostra comunità. Un’infinita riconoscenza per aver recuperato i corpi dilaniati in mezzo alle macerie, e per aver dato aiuto e conforto ai superstiti e ai sopravvissuti”.

 

Resta aggiornato sulle notizie in Valle d'Itria


E tu cosa ne pensi?