Targhe Tenco, l’ostunese Tonino Zurlo in finale per la categoria vernacolo

Il cantautore ostunese, Tonino Zurlo, ha raggiunto la finale del Premio Luigi Tenco, nella sezione dedicata agli album scritti ed interpretati in vernacolo. Un traguardo importante per il cantante ostunese, Tonino Zurlo, è nato a Ostuni nel gennaio del 1946. Si è sempre occupato di restauro e di antiquariato. A 25 anni inizia a suonare la chitarra, improvvisando i brani musicali secondo la sua filosofia: “non è importante il ritmo del metronomo, ma quello del cuore”. E’ stato ‘scoperto’ solo qualche anno fa e del tutto casualmente, da Giovanna Marini, con cui ha collaborato in diverse occasioni. Ha suonato nelle università di Urbino, Parma, Milano, Napoli, Padova, Bari e in altre ancora. Nel 2003 realizza il suo primo CD ‘Jata viende’.
Tonino Zurlo canta di anime e corpi, di vita e di morte, di santi e di idoli che appartengono a tutti, in un linguaggio musicale che intreccia un’antica voce contadina con le suggestioni del blues, dello swing, persino del gospel, valorizzata negli arrangiamenti essenziali e rispettosi di questo disco.
L’ostunese ha all’attivo, tre dischi, il primo pubblicato nel 2003, il secondo nel 2007, il terzo, quello in concorso al premio Tenco dal titolo, “L’Ulivo che Canta”, pubblicato nel 2012.
Il canto dell’ulivo secondo Tonino Zurlo, originale cantautore di Ostuni, è tutte queste cose insieme ed è il canto di un uomo sincero e diretto, intonato in dialetto. Dodici tracce, testi “forti” per lo più di critica sociale, una voce contadina in cui si avverte tutta la storia di un Sud dolorosamente emarginato, arrangiamenti scarni e molto espressivi, melodie popolari con forti accenti drammatici e blues ne costituiscono i tratti salienti che, ad ogni modo, pongono l’autore al di fuori di ogni schema precostituito.
I finalisti del premio Tenco, nella sezione dialetto sono: Cesare Basile, Cesare Basile, Canzoniere Grecanico-Salentino, Pizzica indiavolata, Collettivo Dedalus, Ammâšcâ, Giulia Daici, Tal cil des acuilis, Gatti Mézzi, Vestiti leggeri, Tonino Zurlo, L’ulivo che canta.
Le Targhe Tenco non sono assegnate dal Club Tenco ma da una giuria alla quale vengono chiamati più di 200 giornalisti (di gran lunga la più ampia e rappresentativa in Italia in campo musicale), il cui voto avviene in due fasi. Con la prima, appena svoltasi, vengono selezionati i 5 finalisti (o più, in caso di ex aequo, come accade quest’anno in due sezioni). Con la seconda, che si terrà nei prossimi giorni, verrà proclamato il vincitore di ogni sezione. La premiazione avverrà in data e luogo da definire.
Negli ultimi cinque anni la Targa Tenco per il miglior disco è andata nel 2008 ai Baustelle, nel 2009 a Max Manfredi, nel 2010 a Carmen Consoli, nel 2011 a Vinicio Capossela, nel 2012 ex aequo ad Afterhours e Zibba & Almalibre. Quella nella sezione dialetto, nel 2008 a Davide Van De Sfroos, nel 2009 a Enzo Avitabile, nel 2010 a Peppe Voltarelli, nel 2011 a Patrizia Laquidara e Hotel Rif, nel 2012 a Enzo Avitabile. La Targa come opera prima ha visto primeggiare nel 2008 Le Luci della Centrale Elettrica, nel 2009 gli Elisir, nel 2010 Piero Sidoti, nel 2011 Cristiano Angelini, nel 2012 Colapesce. Fra gli interpreti hanno vinto: nel 2008 Eugenio Finardi con Sentieri Selvaggi & Carlo Boccadoro, nel 2009 Ginevra Di Marco.
Quest’anno per il premio Targhe Tenco 2013, la giuria ha selezionato nella categoria album, grandi nomi del panorama della musica italiana.
Ecco la cinquina dei big che partecipano al premio Tenco: Baustelle (Fantasma), Francesco De Gregori (Sulla strada), Niccolò Fabi (Ecco), Alessandro Fiori (Questo dolce museo), Francesco Guccini(L’ultima Thule), Alessio Lega (Mala Testa).
Edizione importante quella di quest’anno, perché il premio Tenco tocca quota trenta edizione.
Vi terremo aggiornati sulle sorti del nostro concittadino, Tonino Zurlo, nell’ambito del prestigioso premio nazionale.

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