Tagli all’Inps, monta la protesta: questa mattina sit-in anche davanti alla sede di Ostuni

Sit-in si protesta, questa mattina, dinanzi alla sede dell’Inps di Ostuni. Anche i dipendenti del distaccamento cittadino dell’Istituto nazionale di previdenza sociale (iniziative di rivendicazione si sono svolte nelle stesse ore a Francavilla e a Brindisi) hanno infatti aderito alla protesta indetta dalle segreterie regionali dei principali sindacati di categoria: Cgil Fp, Cisl Fp, Fp Uil e Fialp Cisal, per protestare contro i nuovi tagli imposti dal governo.

Una legge ha imposto all’Inps di risparmiare circa 530 milioni sulle spese di funzionamento, oltre il 50% di quello che l’Inps spende – evidenzia Michele Tattoli ai microfoni di Ostuninews – Da qui il disagio, evidente, di raccogliere questi soldi per consegnarli allo Stato anche perché, qualora non si raggiunga l’obiettivo la restante somma, secondo quanto stabilito a livello legislativo, dovrebbe essere prelevata dal fondo incentivante per il personale. Uno strumento, quest’ultimo, che in questi anni si è rivelato una efficace leva gestionale, favorendo di fatto l’innalzamento del livello di efficienza dell’istituto. Ora, la Corte dei Conti – continua Tattoli – ha bloccato il bilancio risparmi e pretende che l’Istituto prelevi 94 milioni di euro da un fondo che già diminuisce ogni anno e con i contratti dei dipendenti già bloccati da cinque anni. Questo significa abbattere lo stipendio dei lavoratori Inps di circa 300 euro al mese. Un ulteriore taglio che in un momento come questo sarebbe assolutamente insostenibile.

Di seguito, la nota diramata dalle segreterie regionali di categoria:

“Siamo alle solite. Un ennesimo attacco viene perpetrato nei confronti dei lavoratori dell’Inps, attraverso i tagli che verranno effettuati dopo laprotesta_Inps3 bocciatura da parte della Ragioneria generale dello Stato del piano contenente le misure di riduzione della spesa presentato dall’Inps. Una situazione che, se non bloccata, metterà in ginocchio lavoratori, famiglie e l’intero sistema di sicurezza sociale. Lavoratori con carichi di lavoro insopportabili, che operano con organici ridotti e con un blocco del contratto ormai quadriennale ormai esasperati. Lavoratori che hanno subito una profonda e radicale trasformazione dell’Istituto, che ha visto l’accorpamento dell’Inpdap e dell’Enpals. Trasformazione avvenuta senza un vero piano di riorganizzazione finalizzato all’impiego e alla valorizzazione del personale che continua ad affrontare mansioni sempre più complesse, garantendo il miglioramento dei servizi. Piuttosto che intervenire in modo incisivo su spese improduttive, appalti, consulenze, affitti e commesse inutili, si preferisce continuare a prelevare sempre e solo dalle tasche dei lavoratori . Se vogliamo che l’Inps possa confermarsi come fondamento dello stato sociale dobbiamo sostenere la lotta dei lavoratori, che è una lotta per il benessere e per il futuro di tutti. Infatti, la lotta dei dipendenti Inps è per impedire lo smantellamento dell’Ente, ultimo baluardo di difesa dei cittadini e dei lavoratori. Quando avranno smantellato l’Inps a chi si rivolgeranno i pensionati, i cassintegrati, i disoccupati per vedere tutelati i loro diritti? Magari a qualche assicurazione privata o ai soliti faccendieri? Lotta con Noi, per difendere l’Inps e il tuo diritto alla Previdenza Pubblica.”

Le segreterie regionali CGIL FP CISL FP UIL PA FIALP CISAL

foto e intervista: Flavio Cellie

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