Ostuni, Arrestato il Pluripregiudicato Vito Pietro Lanzillotti

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Cronaca


Riceviamo e Pubblichiamo

Si comunica che nella prima mattinata di ieri, a conclusione di delicate ed articolate indagini avviate da quest’Ufficio al fine di arginare, per quanto possibile, le fenomenologie legate ai furti in abitazione ed allo spaccio-consumo di sostanze stupefacenti, personale di quest’Ufficio ha fatto irruzione in un casolare di campagna sito in contrada Cantrapa, laddove era stato localizzato LANZILLOTTI Vito Pietro, che, all’esito veniva rato n arresto perché ritenuto responsabile dei gravissimi delitti di cui all’oggetto.

In particolare, l’arresto del pluripregiudicato è stato preceduto da una serie di attività di P.G. (osservazione e pedinamenti) durante i quali il predetto era stato visto assumere comportamenti sospetti,  tali da ritenerlo dedito, per l’appunto, sia allo spaccio di sostanze stupefacenti, sia a furti in abitazioni. In tale contesto, qualche settimana addietro, i poliziotti gli hanno sequestrato una costosa e velocissima moto giapponese condotta senza patente e copertura assicurativa.

Tuttavia, sin dai primi servizi di P.G., i poliziotti avevano acquisito elementi tali da non escludere che lo stesso potesse occultare  sostanza stupefacente nella propria  residenza rurale, segnatamente, nel podere annesso all’immobile sito in Contrada Cantrapa s.n., un vasto fabbricato di circa 300 metri quadri, recintato da apposita ringhiera-rete protettiva anti-intrusione e presidiato da grossi cani. Nell’ambito di dette osservazioni, peraltro, i poliziotti (che per mimetizzarsi hanno adottato e più impensabili e curiosi sistemi) sono persino riusciti ad assistere a verosimili cessioni di droga a giovani in corso di identificazione, con contestuale consegna di banconote; l’elemento unificante che aveva colpito era stato il fatto che in presenza di circostanze di potenziale spaccio, LANZILLOTTI Vito Pietro era solito recarsi sotto le fronde di un enorme albero, ove manipolava qualcosa. Indi tornava dai giovani che lo raggiungevano, cui consegnava involucri.

Situazione similare si era verificata il pomeriggio del 5 u. s., all’esito della quale lo stesso si era velocemente allontanato dirigendosi verso l’abitato di Ostuni a bordo di un ciclomotore, dopo aver inserito all’interno del pantaloni “qualcosa” che aveva appena prelevato dal medesimo sito: l’albero.

Nella mattinata di ieri, ritenendo di aver acquisito sufficienti elementi, al fine di scongiurare la possibilità che LANZILLOTTI Vito Pietro potesse perpetuare illecite attività cui era parso evidentemente dedito con impegno e costanza, poliziotti decidevano d’intervenire facendo irruzione nella casa in cui lo stesso era stato visto rincasare intorno alla mezzanotte.

L’intervento, coincideva con l’arrivo nel piazzale centrale di quella casa del padre del pregiudicato. Avvedutosi dell’irruzione in atto, LANZILLOTTI Vito Pietro si è barricato all’interno dell’immobile, rifiutandosi in ogni modo di aprire malgrado le ripetute e rumorose sollecitazioni; tuttavia, solo dopo circa 15 minuti, allorchè si era ormai in attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco (il cui intervento era stato disposto dal dirigente), lo stesso ha aperto la porta consentendo ai poliziotti di accedere in casa. In ogni caso i poliziotti s’erano comunque accorti che lo stesso, in quel lasso d tempo, in velocità, era entrato nel bagno ed aveva tirato  lo scarico.

L’immediata perquisizione locale consentiva di rinvenire sul tavolo della cucina  evidenti residui di marijuana a margine dei quali era presente il classico armamentario dello spacciatore: due coltelli, uno dei quali di grosse dimensioni, a serramanico (tipo “commando”) ed uno da cucina, con tracce di marijuana; numerosi rotoli di carta (anche stagnola), oltre ad un sensibilissimo bilancino di precisione ed innumerevoli buste di plastica.

Di seguito, spostatisi sotto l’albero cui spesso LANZILLOTI Vito Pietro era stato visto recarsi,  tra una serie di buste di plastica, occultati sotto alcune cassette,  poliziotti rinvenivano una busta che, sebbene a prima vista contenesse residui di cibo, in realtà celava due grossi involucri in carta stagnola (uno ancora integro, del peso di circa Kg. 1): in totale, si trattava di quasi Kg. 1,5 di marijuana, perfettamente custodita e preservata dal’umidità.

Una curiosità: dapprima, LANZILLOTTI Vito Pietro si ostinava a negare che la droga fosse sua. Poi, allorchè i poliziotti con pazienza, son riusciti a ricomporre le varie parti di un estratto conto bancario (bagnate ed intrise di cibo) che si trovava tra l’immondizia nella busta in cui era occultata la droga, non ha potuto più negare in quanto il documento era risultato intestato, guarda caso, a suo padre “…. CONTRADA CANTRAPA S.N.”, effettivamente lì anaraficamente residente.

Nel prosieguo delle operazioni di P.G., è anche stata accertata la flagranza del reato di furto aggravato di energia elettrica, in quella casa, ad opera dello stesso LANZILLOTTI Vito Pietro; all’esito del sopralluogo degli esperti tecnici-verificatori ENEL appositamente fatti intervenire, i sospetti dei poliziotti sono risultati fondati: LANZILLOTTI Vito Pietro aveva eseguito un bay – pass sottotraccia, occultato mediante la sovrapplicazione di intonaco, attraverso i quali aveva predisposto le condizioni per l’installazione (da egli stessa eseguita) di due c.d.”teleruttori”, sofisticati tecnicismi attraverso i quali era riuscito a fare in modo che il misuratore di energia elettrica, oltre ad apparire regolarmente funzionante (in caso di verifica ENEL), in realtà, non segnasse gli effettivi consumi. Quindi, i verificatori ENEL hanno proceduto al distacco dei cavi dalla rete ENEL; l’ingegnoso sistema per rubare corente elettrica, debitamente distaccato in uno ai due teleruttori, è stato sottoposto a sequestro.

Infine, grazie all’attività preventiva svolta i giorni scorsi,  poliziotti hanno rinvenuto nell’abitazione di LANZILLOTTI Vito Pietro un costoso motocoltivatore ed altri attrezzi per l’uso in agricoltura, che quest’ultimo, posto di fronte all’evidenza, ha ammesso di aver rubato in data 5 u.s. in un’abitazione privata (oltre ad altro materiale tuttora oggetto d’indagine). In realtà, detta refurtiva è stata trovata dai poliziotti nella macchina (Fiat punto) con la quale il padre del criminale era giunto sul posto. In effetti lo stesso ha riferito che quel materiale (assolutamente non suo) era lì stato depositato dal figlio, che, quella notte, aveva utilizzato la vettura per andare in giro…

Le relative indagini, erano scattate allorchè una signora, il giorno 5 u.s., si era presentata in Commissariato ed aveva denunciato il furto della costosa motocoltivatrice, di uno scooter e di vari attrezzi agricoli utilizzati dal marito.

Tutto il materiale rubato, pertanto nella stessa mattinata di ieri, è stato restituito alla denunciante, quasi incredula di rivedere qualcosa che riteneva ormai perso definitivamente. Tale riconsegna è stata effettuata all’esito di intese intercorse col dott. Pierpaolo MONTINARO, P.M. di turno, il quale con costanza ha seguito l’evolversi dell’articolata operazione di P.G., sin dagli esordi.

LANZILOTTI Vito Pietro, dichiarato in arresto, ha nominato quale difensore di fiducia l’avv.to   Giuseppe BAGNULO, del foro di Brindisi.

LANZILLOTTI Vito Pietro, al termine delle operazioni (in serata di ieri) è stato associato alla  Casa Circondariale di Brindisi.

 

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