Lo scrittore Alessandro Mari a Ostuni (raccontato da Pasquale Scalone)

/ Autore:

Cultura



Per la sera di venerdì 22 novembre sono stato invitato alla presentazione di un libro al Casbah Art Cafè.

Ad invitarmi, Giusy Santomanco Caso, una delle “attiviste” che si affanna lodevolmente, insieme a pochi altri,a smuovere il torpore culturale in cui sembra sopita Ostuni (come d’altronte il resto della nostra bell’Italia, svuotata di ideali e di modelli politici e riempita di Grandi Fratelli). Prima dell’incontro, vorrei documentarmi un po’ per non arrivare del tutto impreparato, ma il lavoro non me lo consente. Quindi assisterò alla presentazione di un libro sconosciuto di un autore a me sconosciuto. Come al solito.

E come al solito, arrivo in ritardo. Attraverso piazza Sant’Oronzo a passo spedito ed entro nel Casbah quasi col fiatone. Invece l’incontro non è ancora cominciato. Attorno ad tavolino c’è un gruppetto che conversa con un calice di vino rosso nelle mani. In mezzo a loro c’è anche Giusy Santomanco, che deve presentare il libro : deduco che in quel gruppetto ci dev’essere anche lo scrittore. Quale sarà ? Se mi fossi documentato, adesso lo saprei. Ma io sono un tipo sveglio e capirò a volo: dunque, non può essere quello con la barba, troppo giovane e sorridente; sarà quello pelato alla sua destra o, meglio ancora, quello occhialuto coi capelli bianchi e la faccia seriosa. In quella, si alza Giusy e mi saluta.

Ti presento lo scrittore Alessandro Mari”, mi dice. Io guardo subito l’occhialuto serioso, invece si alza quello più giovane, che mi stringe la mano e mi sorride a trentadue denti. Ci rimango male. Alessandro Mari (classe 1980 ! )  è un giovanottone ben strutturato, atletico e barbuto, con l’aspetto da scalatore alpinista, un po’ alla Messner. Cazzo avrà tanto da ridere ? Forse mi vuole rifilare il suo libro.

Finalmente inizia la serata. Dopo una presentazione di Giusy Santomanco (che, come al solito, riesce a creare subito la giusta atmosfera dimessa), prende la parola “lo scrittore-Messner”. Sono proprio curioso di sapere cosa avrà da dire. Lo aspetto al varco. Magari esordirà con “altissima, purissima, Levissima”. Ma tanto il suo libro non lo compro.

Alessandro Mari comincia a parlare del suo ultimo romanzo, Gli alberi hanno il tuo nome”, pubblicato quest’anno dalla Feltrinelli. Dice che si incentra su due storie che si intrecciano : quella della protagonista, Rachele, ambientata ai tempi nostri, e quella di San Francesco, ovviamente ambientata nella Assisi medievale. Entrambe le storie accomunate dalla “trasformazione” dei personaggi (in grecometànoia), che li porterà alla spoliazione. Devo ammettere che il giovanottone non se la cava male. Parla con trasporto, è convincente e passionale. Inoltre il suo eloquio è fluente. Sembra uno di quelli che è più difficile spegnere che accendere. E tuttavia lo si ascolta e lo si segue con piacere. Inoltre mi colpisce (ma non fino al punto da indurmi a comprare il suo libro) il fatto che si pone con la faccia pulita da bravo ragazzo, ispirato da buoni e sani principi.

Alla fine viene data la parola al pubblico. Ora lo aggiusto io. Alzo la mano e gli faccio un paio di domandine apparentemente in tema ma in realtà acide e insidiose. Alessandro Mari non si scompone né tantomeno si indispone. Anzi, sembra proprio contento del mio interessamento. Mi risponde in modo brillante. Allora incalzo e gli chiedo se considera la sua scrittura troppo impegnativa. Lui alza le spalle e mi risponde semplicemente che uno scrittore scrive un libro che vorrebbe leggere. E mi sorride. Porca miseria, va a finire che mi sta pure simpatico. Certo che è un grande affabulatore : se a scrivere è bravo solo la metà di quanto non lo sia come affabulatore, sicuramente sarà un bravo scrittore.

Così decido di capitolare e compro il suo libro, che mi faccio perfino autografare. La sua dedica, però, è un’autentica stoccata “A Pasquale, l’indimenticabile <<inquisitore>>”  (giusto per rimanere in tema medievale). Incasso e porto a casa.

 

P.S.–  Un plauso particolare a Giusy Santomanco Caso che ha presentato con garbo e

abilità, lasciando il giusto spazio allo scrittore Alessandro Mari il quale, grazie e alle

sue domande calibrate, si è meglio raccontato.

 

Pasquale Scalone

 

 

 

 

 

 


commenti

1 Commento

E tu cosa ne pensi?


Commenti

  • Pasquale ha detto:

    Caro Pasquale, bellissimo articolo. Anche Tu non sei meno fluente ed affabulatore del giovane scrittore…
    Aspettando il tuo prossimo libro ti invio un abbraccio.