Lunedì 23 dicembre 2013 apre la mostra dei Presepi di Astera

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Società


Venti presepi lunghi quasi un metro, alcuni tradizionali, altri fatti con materiali un po’ “speciali”, come il pane, la paglia e persino vecchi giocattoli. Apre lunedì 23 dicembre 2013 alle 18.00 la mostra dei presepi artigianali dell’Associazione Astera promossa quest’anno insieme all’Assessorato al Turismo di Ostuni e in collaborazione con gli “Amici della Biblioteca Diocesana” di Ostuni.

L’evento, patrocinato dal Comune di Ostuni, è attesissimo: saranno esposti infatti circa 20 presepi realizzati da comuni cittadini, tra i quali molti bambini e tanti artisti locali. Alcuni presepi inoltre sono stati realizzati dai pazienti affetti da Alzheimer durante i laboratori creativi promossi da Astera. L’ingresso è libero e tutti i visitatori potranno votare il proprio presepe preferito: il 12 Gennaio 2014 alle 17.00, presso il Salone Comunale di Ostuni, ci sarà la premiazione (primo, secondo e terzo, e premio speciale “Teresa Lapenna” per il presepe più ricco in spiritualità e che saprà esprimere al meglio il tema dell’unità).

Durante la mostra, che sarà aperta tutti i giorni fino al 6 Gennaio 2014, i volontari di Astera saranno presenti con uno stand informativo, e potranno dare tutte le informazioni sulle attività che partiranno a partire da gennaio. Ve ne segnaliamo due:

Alzheimer: la terapia della bambola

Nell’ambito Alzheimer, Astera, con la collaborazione dei suoi professionisti e volontari, ha come obiettivo quello di essere di supporto, informazione e sostegno alle famiglie, agli operatori, agli enti e alle strutture residenziali, per migliorare la qualità di vita delle persone con demenza di tipo Alzheimer e dei caregiver, attraverso la relazione d’aiuto e il ricorso a “terapie di cura non farmacologica”.

In particolare Astera proporra  la “Terapia della Bambola”: un intervento di cura non farmacologico, utilizzato da circa 15 anni, rivolto a persone con problematiche quali la demenza, disturbi del comportamento o del tono dell’umore. L’oggetto “bambola”, che ha specifiche caratteristiche, ha un ruolo importante e significativo nella relazione affettiva del paziente, poiché rappresenta il bambino da accudire, accarezzare, guardare, curare, coccolare, favorisce il contatto, stimola nella persona delle emozioni arcaiche che si traducono in benefici per pazienti, operatori e familiari, tutti necessariamente coinvolti in questo percorso.

La terapia della bambola segue un protocollo ben preciso, con schede di valutazione e personale qualificato. Inoltre Astera attiverà: lo sportello d’ascolto aperto una volta alla settimana, laboratori creativi per pazienti Alzheimer o con demenza, gruppi art-counseling per caregiver familiari e professionali, counseling domiciliare, incontri informativi sulla demenza di tipo Alzheimer e sulla relazione migliore careviger-paziente. Per informazioni su tutte le attività legate all’Alzheimer: Rubina Calella – Counselor professionale 3381296781; Nora Caroli 3208675552.

Attività assistite dal cavallo: progetto rieducativo per minori e di integrazione sociale per disabili chiamato “Equ-A-zione”

Nell’ambito delle attività assistite con l’impiego del cavallo, Astera propone un progetto rieducativo-lavorativo per i minori, di integrazione sociale eo potenziativo per i disabili denominato “Equ-A-zione”. Il progetto si suddivide in due differenti percorsi: il primo è rivolto a bambini e ragazzi disabili dalla nascita o divenuti tali a seguito di malattie invalidanti nonché a ragazzi o bambiani caratteriali. In questo caso il  percorso è strutturato in una decina di incontri ed è finalizzato a favorire l’integrazione sociale, a migliorare la percezione dello spazio (trattandosi di attività svolte all’aperto), a incentivare laddove possibile l’autonomia e la percezione dei sensi, coinvolgere la famiglia che molto spesso è isolata. Il secondo invece è un percorso più lungo, ha una durata di tre mesi circa ed è per ragazzi minorenni sottoposti a provvedimenti giudiziari restrittivi segnalati dai servizi sociali competenti: è un progetto di rieducazione mirato ad acquisire nozioni del lavoro di groom o stalliere (la figura principale nel rapporto col cavallo in quanto lo accudisce e vive a diretto contatto con l’animale). Mira altresì a lavorare sul senso di responsabilità del ragazzo, in quanto il cavallo non è un oggetto con cui giocare, ma un essere vivente che esige delle regole. Accudirlo vuol dire diventare responsabili. Il cavallo è un facilitatore e un mediatore nel rapporto con l’individuo in quanto lo accoglie senza tener conto dei suo limiti o deficit creando un rapporto basato esclusivamente sulla sensibilità e sulla emotività.

Per informazioni: Angela Andriola 3920678870; Francesco Attanasio 329.2413162, responsabili del progetto.

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