No alla strada dei Colli. Alla manifestazione il M5S e Rete Civica di Ostuni

La strada dei colli, dei folli, o dei polli, come la chiamano gli attivisti che non vogliono questa ulteriore ferita sul territorio, sta richiamando in questi minuti, a Cisternino, centinaia di persone che considerano il valore del territorio incalcolabile con le misure umane, fatte di metri e euro. Mentre il sindaco di Cisternino Baccaro sostiene: “Ci sono questi 4 milioni di euro che abbiamo il dovere di investire per mettere in sicurezza delle strade già asfaltate, oggi piene di buche per le quali siamo continuamente chiamati a pagare i danni. Per non parlare dei muri a secco, molti dei quali già crollati, bisogna rifarli, e garantire l’accessibilità alle masserie che sono dei beni di pregio”, da Ostuni partono alla volta di Cisternino, per dire no alla strada che collegherà i due comuni, il M5S e Ostuni Bene comune, i due candidati sindaci Paolo Mariani e Franco Colizzi.

I pentastellati dicono:

Un progetto inutile che, se realizzato, andrebbe a distruggere irrimediabilmente una parte di territorio ove sono ben diffuse le vere ricchezze su cui dovrebbe investire un modello di sviluppo lungimirante. Invece siamo ancora qui a dover fronteggiare una politica ottusa, incapace di andare oltre il classico modello di sviluppo fondato su asfalto e cemento, modello che da tempo ha mostrato tutti i suoi limiti e la sua forza distruttrice.

Ho aderito a questa battaglia sin dall’inizio – dichiara Paolo Mariani, Candidato sindaco per i 5 Stelle ad Ostuni – e l’ho seguita puntualmente. Un progetto che, come ampiamente dimostrato da relazioni tecniche consegnate all’assessore regionale Barbanente, non solo è totalmente inutile ma va a devastare una parte di territorio che invece dovrebbe essere preservato proprio per le numerose ricchezze naturalistiche e paesaggistiche che li insistono. Una follia vera e propria, non a caso quel progetto è stato ironicamente ribattezzato strada dei folli”.

La Rete Civica:

“In questi anni è cresciuta molto la consapevolezza della bellezza umana e della natura delle nostre terre, assieme all’idea che l’industrializzazione non è stata una scelta lungimirante. Di qui la mia ferma convinzione che Ostuni potrebbe proporsi, insieme ai Comuni della Valle d’Itria, come capofila della costruzione di un nuovo sviluppo ecologico e più umano, capace di non consumare più territorio, di non inquinare, di fare leva sull’immenso capitale umano oggi precario o senza lavoro (spesso nonostante qualifiche, lauree, master, alta professionalità) e sull’immenso capitale dei beni comuni delle nostre terre (archeologici, naturalistici, storico-culturali, artistici…). Ostuni dunque ha bisogno di scelte politiche innovative e senza ambiguità, che prendano atto dell’esaurimento del motore edilizio, e dei suoi danni, per perseguire uno sviluppo coerente con la propria consolidata identità (l’integrazione centro storico-piana degli ulivi secolari dovrebbe diventare patrimonio UNESCO). Ostuni, infine, non può  ignorare quanto investe anche i paesi contigui (nel bene, come il Parco regionale delle dune costiere, e nel male, come la vicenda della strada dei colli, che bisogna impedire in quanto distruttiva di un antico assetto rurale senza che ve ne sia nemmeno la necessità, dato che vi sono già due strade di collegamento) od il contesto territoriale più ampio,  ma anzi impegnarsi ad assecondare tutti quei processi economici e sociali che spingono a mutare il vecchio e fallimentare modello industriale di sviluppo, a Taranto come a Brindisi, e la logica di consumo del suolo sulle coste e sulle colline, per investire sull’economia verde e della conoscenza”.

Appuntamento alla Porta Grande, a Cisternino, alle 10.00, per dire no alla Strada dei Colli tra Cisternino e Ostuni, quel nastro d’asfalto lungo 11.5 metri che sarebbe una lunga cicatrice sul territorio.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2014/04/26/news/strada_dei_colli-84547551/

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