Pd. No a larghe intese ma il patto di coalizione non vale più

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Politica


Ieri il direttivo del Partito Democratico ha analizzato il voto delle amministrative ed è stato un modo per ragionare delle scelte che da qui a pochissimo si troverà a fare. Una su tutte, il ruolo nel nuovo arco consigliare, ovvero se fare da stampella al generale oppure no.

Fonte vicine al Pd riferiscono che ci sono già stati alcuni contatti tra il generale Coppola e alcuni democratici, almeno con quelli dell’area più ostile all’ex sindaco Tanzarella, ma non c’è nulla di ufficiale.

Di certo è il Partito Democratico non si presterà a larghe intesse, alla grosse koalition della Città Bianca, ad un patto politico a lungo termine, ma anche che non si prenderà la responsabilità di affidare al commissario prefettizio la città. Inoltre, e questo è un passaggio importante, che non si considera vincolato alla coalizione che ha sostenuto Santoro.

Se possiamo tradurre, è evidente che il Partito Democratico, il partito più rappresentato in consiglio comunale, si presterà al sostegno di Coppola, garantendogli la maggioranza ma non a prescindere, ma su ogni provvedimento, consapevole di essere chiave di volta di una maggioranza praticamente costruita a tavolino e quindi debolissima.

Questo ruolo, quindi, non potrà che rafforzare il Pd, che potrà scuotere davanti a Gianfranco Coppola i voti dei propri consiglieri ogni volta che qualcosa non andrà come vuole e, d’altro canto, il generale potrà nominare un assessore democratico proprio per disinnescare questo rischio, anche se a Coppola in realtà mancano solo tre voti per avere la maggioranza, che potrebbero arrivare anche da altre parti.

Ma comunque, finora, sono tutte ipotesi.

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