Lutto per la città di Ostuni: è morto l’ex sindaco Vittorio Ciraci

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Politica, Società


All’età di 93 anni è morto l’ex sindaco di Ostuni, Vittorio Ciraci. Classe 1920 Vittorio Ciraci è stato uno dei sindaci più duraturi della Città Bianca: ha ricoperto la carica di sindaco per ben 20 anni, dal 1957 al 1977. E’ stato anche consigliere comunale per due volte, dal 1951 al 1977 e dal 1985 al 1990. Prima della sua avviata carriera politica, Vittorio Ciraci, esponente della Democrazia Cristiana, ha partecipato alla seconda guerra mondiale, deportato nei campi di concentramento. Sopravvissuto alla guerra, nel 1948, diventò presidente dell’Azione Cattolica diocesana insieme a Mons. Orazio Semeraro, vicario della diocesi di Ostuni.

Professore molto stimato, l’insediamento di Ciraci al Comune di Ostuni fu importante per lo sviluppo del turismo. Fece costruire diversi villaggi, come la Valtur, il Pilone e il complesso di Rosa Marina tra gli anni ’60 e ’70. Non solo. Grazie al suo lavoro e a quello della sua amministrazione ci fu la costruzione di altre strutture come l’ “Hotel Incanto”, “La Nostra famiglia” e il “Villaggio Sos”, oltre alla costruzione di due scuole medie importanti, come l’Orlandini-Barnaba e la San Giovanni Bosco. Fautore di una delle fiere più importanti di Ostuni a livello regionale e non solo, la “Fiera Mostra del Ferragosto Ostunese”, dal 1974 al 1988 ha ricoperto la carica di presidente dell’Ente Provinciale per il turismo di Brindisi.

Ha saputo unire il turismo allo sport, ospitando a Ostuni i campionati mondiali di ciclismo su strada nel 1976, con la vittoria di Francesco Moser. Fondatore nel 1984 anche dell’ Uniteos, l’Università della terza età. Insieme all’assessore al turismo Peppino Orlando, anch’egli scomparso, diedero vita all’ “Ulivo d’Argento”, dal 1971 al 1977, una manifestazione in cui partecipavano numerose star del cinema, dello spettacolo, dello sport e della politica e ben presto divenne un evento a livello nazionale

Vittorio Ciraci è stato il sindaco che ha fatto crescere il turismo ostunese esportando il nome di Ostuni anche all’estero nella sua interezza, simbolo di continuità e di trasparenza, di un esponente politico che i cittadini ostunesi non potranno dimenticare.

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2 Commenti

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Commenti

  • Giuseppe Palma ha detto:

    IN RICORDO DI VITTORIO CIRACI

    Erano da poco trascorse le 5 di ieri pomeriggio, mercoledì 25 giugno, che mi squilla il telefono. Era un amico che mi avvisava della morte di Vittorio Ciraci.
    Ho deciso di scrivere questo breve articolo perché, come tanti ostunesi sanno, conoscevo molto bene Don Vittorio e ci siamo frequentati con una certa continuità dal settembre del 1996 al febbraio del 2008, quando mi sono trasferito a Milano per svolgere la professione forense.
    Conobbi il professore nel mese di agosto del 1996 in occasione della Fiera Mostra del Ferragosto Ostunese, e da allora mi volle al suo fianco come segretario. Non avevo ancora compiuto neppure diciotto anni.
    E’ stato lui il mio Maestro di politica, e non solo. Mi ha insegnato la Divina Commedia come in pochi insegnanti oggi fanno, mi ha insegnato Pascoli, Foscolo, Leopardi… mi sono rimaste scolpite nella memoria le nostre bellissime discussioni Sull’Infinito.
    Ricordo come se fosse ieri le nostre chiacchierate davanti agli scalini della sua abitazione in via Francesco Cavallo, quando mi raccontava della Seconda Guerra Mondiale e della sua esperienza nei campi di concentramento. Ho appreso da lui che l’olio di ricino non era una pratica molto diffusa durante il regime fascista, e che quanto è scritto sui libri di storia non sempre è vero. Mi raccontò anche che durante le elezioni del 2 giugno 1946, lui che aveva deciso di votare in favore della Repubblica, non era ben visto dai notabili della Città, tutti monarchici.
    Uno dei racconti che più è rimasto impresso, oltre a quanto ho detto pocanzi, riguarda anche la sua carriera politica. Una volta mi ha raccontato che verso la fine degli anni Cinquanta, mentre era al campo sportivo di Ostuni a vedere una partita di calcio, d’un tratto è partito un applauso corale nonostante sul campo da gioco non vi fosse stata alcuna azione degna di acclamazione. Quegli applausi erano per lui: aveva ottenuto circa quattromila preferenze come candidato consigliere della Democrazia Cristiana alle elezioni comunali, e quindi si apprestava a diventare Sindaco della Città (all’epoca non c’era l’elezione diretta, quindi era prassi consolidata che il consiglio comunale eleggesse Sindaco il consigliere di maggioranza che avesse ottenuto più voti). Quattromila preferenze: un numero di voti che ha ottenuto per ben quattro consultazioni elettorali.
    Quanti ricordi che legano la mia giovinezza a Don Vittorio… non posso raccontarli tutti perché occorrerebbe scrivere un’enciclopedia. Ricordo ancora il sapore della gassosa che teneva conservata in frigo e che mi offriva quando andavo a trovarlo d’estate. Non ne fanno più di gassose così buone. Lui se la faceva portare da un magazzino chissà di quale periferia leccese.
    Sono stato a trovarlo nel gennaio del 2012 per intervistarlo in occasione dell’uscita del mio libro “L’altro Duce. Benito Mussolini e fascismo. Le verità nascoste”, Il Cerchio, settembre 2012. Ho trovato sempre lo stesso distinto signore con giacca e papillon anche in casa. Nel libro ho riportato alcuni suoi racconti legati alla prigionia nei campi di lavoro e di sterminio, esperienze che mi ha sempre raccontato sin da quando ci siamo conosciuti.
    E’ stato uno dei pochi ostunesi che ha letto quasi tutti i miei libri… mi chiamava tutte le volte che finiva di leggere una mia pubblicazione e, in dialetto, mi rimproverava degli errori che solo lui riusciva a trovare. Ma poi mi diceva: “Non ti preoccupare. Un libro senza errori non è un buon libro”.
    L’ho sentito per l’ultima volta nell’autunno del 2013, quando mi chiamò verso le nove di sera solo perché voleva salutarmi. Non pensavo fosse l’ultima volta che l’avrei sentito. Quando sono sceso ad Ostuni durante le vacanze estive 2013 non sono andato a salutarlo, tanto c’è sempre tempo: il professore è sempre lì mi dicevo, vivo e lucido, andrò a salutarlo quando avrò un pomeriggio libero.
    E invece no… non riesco a perdonarmelo!
    Non ho avuto neppure modo di fargli conoscere mia figlia Giulia, nata a gennaio di quest’anno. Quando la bambina sarà grande le parlerò del professore.
    Una delle ultime cose che mi ha detto è questa: “Caro Giuseppe, ricordati una cosa e fanne tesoro: meglio vivere in povertà, ma liberi, invece di essere continuamente soggetti a chi ti deve dare un tozzo di pane”.
    E’ la più grande eredità che mi ha lasciato!

    Ma intanto il tempo si è fermato. Per sempre.
    Addio Professore! Non ti dimenticherò mai.

    Milano, lì 26 giugno 2014

    Giuseppe PALMA

    • Francesco Parisi ha detto:

      Caro avvocato Giuseppe Palma, vi ringraziamo del’articolo inviato sul nostro ex sindaco Vittorio Ciraci. Ci siamo permessi di pubblicare il pensiero a nome suo sul sito di Ostuni News. Qualora non volesse che il suo articolo fosse pubblicato, provvediamo subito a rimuoverlo. Nell’attesa Vi ringraziamo. Aspetto una vostra risposta. Cordiali Saluti.