Maltrattamenti in famiglia: arrestato un carovignese dalla Polizia di Ostuni

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Cronaca


Riceviamo e pubblichiamo:

Si comunica che nella serata di ieri, a conclusione di meticolose e delicate indagini, personale di questo Commissariato di P.S. di Ostuni ha localizzato e catturato SCHIENA Giuseppe, di anni 42, da Carovigno, pregiudicato, in esecuzione di ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emesso in data 07 marzo 2014 dal Tribunale di Lecce – Sezione del Riesame, a firma dei giudici dott. Silvio Maria PICCINNO e Antonio GATTO.

Si tratta dell’ennesimo provvedimento in materia di maltrattamenti in famiglia, eseguito in due giorni, in Carovigno.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal predetto Ufficio a seguito di appello proposto dal P.M. dott. ssa Savina TOSCANI, Sost. Proc. della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi (che ha costantemente coordinato le indagini), giacché il GIP presso quest’ultimo Tribunale, in precedenza, aveva rigettato la richiesta di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti dello stesso SCHIENA Giuseppe, ritenendo opportuno disporre approfondimenti in relazione ai gravi indizi di colpevolezza con riferimento al delitto di maltrattamenti in famiglia, continuati (perpetrato nei confronti dell’ex coniuge del predetto), nonché l’attualità delle esigenze cautelari in relazione ai delitti di violenza privata ed altro, perpetrati in danno di S.E., ulteriore persona offesa.

Le indagini erano scattate immediatamente dopo la presentazione in questo Commissariato di Ostuni di S.V., il quale, in uno stato di totale prostrazione, aveva riferito di gravissime minacce ed intimidazioni poste in essere in suo pregiudizio da SCHIENA Giuseppe, il quale, nell’averlo accusato di intrattenere una relazione con la moglie (dalla quale, peraltro, egli si era già separato ed avviato una stabile convivenza con un’altra donna, dalla quale ha avuto un figlio), a suo dire, lo aveva contattato telefonicamente, incontrato, fatto salire a bordo di una macchina e, raggiunta una località periferica lo aveva aggredito, percosso violentemente, minacciato, ripetutamente attinto con sputi, accusandolo d’intrattenere una relazione con la sua ex moglie. Vani i tentativi di una terza persona, presente in auto, il quale aveva cercato di far desistere SCHIENA Giuseppe dal pestaggio. Anzi, rincarando, quest’ultimo non aveva esitato a colpire al capo S.E. col proprio telefonino, ferendolo e facendogli perdere molto sangue. Indi, disceso dall’auto, SCHIENA Giuseppe era addirittura arrivato al punto di sollevare due grosse pietre  minacciando di uccidere quello che egli riteneva (infondatamente) essere l’amante della moglie. In tal caso, solo l’intervento più deciso della terza persona, aveva evitato il peggio.

Non pago della gravissima intimidazione perpetrata, SCHIENA Giuseppe era tornato all’attacco tre quattro giorni dopo: si era avvicinato  a S.V., che si trovava dinanzi ad un bar di Carovigno, e  gli aveva  intimato di lasciare la città di Carovigno, evidenziando che sua moglie avrebbe tradito anche lui, minacciando, ancora una volta, di farla pagare ad entrambi. Ma non basta:

  • ogni qualvolta incontrava (più o meno casualmente)  S.V., SCHIENA Giuseppe, puntualmente, gli indirizzava minacce gravissime ed offese di ogni genere (faccia di m…a, infame ed altro);
  • in data 23.07.2012, mentre si recava al lavoro con la propria utilitaria, la vittima S.V. si era visto bloccare da SCHIENA Giuseppe (a bordo di una potente BMW). Costui, era salito di forza a bordo dell’utilitaria, aveva sottratto alla vittima il telefono cellulare e le chiavi dell’automobile con la minaccia di un coltellino, tanto da mettere in fuga S.V. Indi, SCHIENA Giuseppe, postosi alla guida dell’auto di S.V. aveva inseguito quest’ultimo che, a piedi e di corsa aveva cercato di scappare per i campi, col chiaro intendimento d’investirlo. Benché fosse riuscito a sottrarsi all’investimento, S.V. aveva comunque riportato gravi ferite (essendo caduto) e la sua vettura era rimasta gravemente danneggiata.

Conseguentemente, era stata convocata in questo Commissariato di Ostuni, la sig. ra M. M., moglie di SCHIENA Giuseppe che, innanzitutto aveva decisamente smentito le accuse di SCHIENA Giuseppe (dal quale si stava separando), con riferimento alla presunta relazione con S.V. Malgrado la stessa non abbia inteso, assolutamente, sporgere denuncia-querela contro SCHIENA Giuseppe (temendo ritorsioni), aveva avuto un attimo di cedimento e riferito di alcuni episodi nell’ambito dei quali ella aveva asseritamente subito lesioni e minacce gravi,da parte SCHIENA Giuseppe, sempre in ordine alle motivazioni di cui sopra. In sintesi, era emerso che nonostante ella si era separata, SCHIENA Giuseppe, aveva creato le condizioni perche ella conducesse uno stile di vita completamente isolato (“… tutte le persone che io conosco vengono avvicinate e minacciate affinchè non si relazionano con la sottoscritta, praticamente devo vivere completamente isolata…  Nel momento in cui esco da casa, egli riesce sempre ad individuare sempre il luogo in cui io mi trovo; di fatti, spesso me lo ritrovo davanti senza potermi spiegare le ragioni… Circa i motivi per cui  subisco violenze da mio marito sono da addebitare alle sue  maniacali gelosie, non vuole che io abbia rapporti con persone, mi attribuisce relazioni sentimentali che non sono assolutamente vere”).

Infine, M. M. aveva riferito che il suo ex marito, dopo aver abbandonato  la casa coniugale,   l’aveva ripetutamente offesa, ingiuriata, minacciata e, soprattutto, percossa, al punto di provocarle lesioni di una certa rilevanza.

Una prima aggressione era avvenuta  verso la metà di giugno 2012, tanto che solo all’alba (ore 4.12, per evitare di essere vista) si era decisa a recarsi al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Ostuni; i sanitari le hanno riscontrato una ferita L.C. dell’arcata sopraccigliare DX, abrasioni al mento, trauma alla mandibola sinistra ed al del” guaribili in giorni 10 s.c.

Una seconda aggressione era avvenuta verso la fine di marzo 2013, alle ore 19,16 ( per gli stessi motivi, praticamente perché  accusata di intrattenere una  relazione con S. E.): dopo essere stata violentemente percossa, si era recata presso al pronto soccorso dell’ospedale di Ostuni, i cui sanitari  gli  avevano diagnosticato trauma cranico- facciale e cervicale, cervicalgia, frattura scomposta nasali, escoriazioni”,con prognosi di giorni 20 s.c.

Una terza aggressione, verso la fine di aprile 2013: in preda ad un’altra crisi di gelosia, l’uomo aveva fatto irruzione nell’abitazione della donna, l’aveva ingiuriata e, dopo averle contestato, per l’ennesima volta supposti suoi tradimenti (pur essendo ormai separati), l’aveva percossa e lasciata a casa, ferita. Nella circostanza, l’uomo era giunto al punto di mordere violentemente M.M. alla guancia destra, tanto che la stessa, quando era stata convocata in questi Uffici (15 giorni dopo) presentava ancora un vistoso ematoma (fotografato dagli inquirenti).

E’ significativo evidenziare che in occasione di presentazione al pronto soccorso, solo in quest’ultima circostanza (allorchè era stata giudicata guaribile in gg. 20 s.c.) M. M. si era spinta a dichiarare ai medici di essere stata oggetto di violenze da parte di “persona nota”.

Ieri sera, l’arresto di SCHIENA Giuseppe (assistito dall’avv. Alberto Magli), in esecuzione del provvedimento di custodia cautelare degli arresti domiciliari, per effetto del quale lo stesso non deve allontanarsi dal domicilio senza l’autorizzazione del giudice e col divieto di comunicare, neanche per via telefonica  telematica, con persone diverse da quelle che con lui coabitano o lo assistono. Dell’avvenuta esecuzione, è stato dato formale avvertimento alle persone offese.

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