Via Trento. Decreto di esproprio, la famiglia Lucarella promette battaglia

MARTINA FRANCA – La questione è ormai nota da tempo, ne abbiamo parlato più volte, la diatriba tra pubblico e privato del caso Via Trento. Sembra non esserci pace per la famiglia Lucarella che lunedì ha ricevuto notifica di un nuovo decreto di esproprio del suolo antistante l’azienda olearia Acropoli di Puglia.

Secondo quanto riferitoci da Angelo Lucarella, figlio di Domenico, proprietario dell’azienda, l’Amministrazione ha notificato l’esproprio proprio quando sembrava che le due parti si stessero riavvicinando con la restituzione di alcuni oggetti ornamentali da parte dell’Amministrazione spariti durante l’esproprio d’urgenza e l’abbattimento del muro perimetrale del 2009.

Cosa che ha subito scatenato l’ira della famiglia: “Ci vediamo in Tribunale tranquilli…“, è lo sfogo di Angelo Lucarella sul suo profilo Facebook. Non una minaccia, come ci tiene a precisare al telefono “ma un segno per far capire che non abbiamo intenzione di arrenderci, nonostante i soldi e la conseguente crisi aziendale che stiamo subendo. Da anni siamo costretti ad affrontare elevate spese legali che stanno mettendo a serio rischio l’attività”.

A prescindere dal caso di Via Trento Martina vive una situazione che, se mai dovesse esplodere, creerebbe non poche difficoltà a qualsiasi Amministrazione. L’eccessiva e incontrollata edificazione negli anni, spesso abusiva e senza ritegno, ha portato il territorio di Martina ad una difficile gestione e separazione tra la cosa pubblica e la cosa privata.

Tutto il quartiere, infatti, è  proprietà di privati compreso la strada che separa i palazzi. Poi c’è la questione sulla forma e sul metodo della creazione e dell’attuazione di atti amministrativi, perché l’atto in questione, l’esproprio, richiama delibere già respinte dal Tar. (Qui potete leggere le motivazioni del Tar che diedero ragione al proprietario dell’azienda).

Una diatriba che ha raggiunto l’apice con l’espropriazione d’urgenza del 2009 e con l’abbattimento del muro perimetrale dell’azienda (Qui il nostro video dell’epoca). Un atto che è costato all’ex dirigente dell’Utc, Simone Ceppaglia, una condanna in primo grado a un anno di reclusione e a un anno d’interdizione dai pubblici uffici per un abuso d’ufficio.

Le parti al momento sono lontane, il peso di questa diatriba decennale ha logorato e compromesso qualsiasi rapporto tra i Lucarella e l’Amministrazione Pubblica soprattutto per le richieste dei Lucarella che superano di gran lunga quelle offerte dall’Amministrazione. Ritengono infatti poco congrua l’offerta del Comune per il suolo che, secondo i Lucarella, ha un valore molto più alto rispetto a quello catastale, vicino ai 2 milioni e mezzo di euro.

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