Ospedale di Ostuni. Fials: a rischio anche Pediatria

Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Fials, il sindacato autonomo della sanità, in merito al ridimensionamento dell’ospedale di Ostuni. Dopo ostetricia toccherà a Pediatria, in uno stillicidio di personale. La lettera è stata inviata non solo al direttore generale della Asl Brindisi Paola Ciannamea, ma anche al sindaco della Città Bianca Gianfranco Coppola. Eccola per intero:

Dopo la disattivazione dell’Ostetricia Ginecologia di Ostuni, ora inizia il travaglio e destino anche della Pediatria dello stesso nosocomio con una tecnica ormai consolidata, sempre la stessa: dapprima si sottrae lentamente personale trasferendolo ad altri reparti o strutture poi si chiude il reparto per l’inadeguatezza dell’organico.

E’ superfluo parlare della U.O. di Ostetricia, la storia è ben nota e i danni sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto della popolazione che non sa più a quale struttura rivolgersi per trovare un posto letto libero, salvo poi rivolgersi alla struttura privata che “sentitamente ringrazia”.

Parliamo, invece, del travaglio che incombe sull’ U.O. di Pediatria che sta determinando, di fatto, la chiusura:

  • con la nota prot. 49 del 6.5.2013 oltre a sollecitare la riapertura della Pediatria abbiamo sottolineato come con l’attuazione di una mobilità selvaggia era stato disperso molto del personale della Pediatria riducendo all’osso il personale in organico;
  • con la nota prot. 01 del 2.1.2014 abbiamo denunciato la carenza di infermieri nella U.O. di Pediatria e la mancata osservanza di quanto stabilito dal D. Lgs n. 66/2003;
  • in occasione della sospensione dei ricoveri nella U.O di Ostetricia Ginecologia di Ostuni, la Direzione Sanitaria ha trasferito il personale infermieristico in esubero in altri reparti, anche in soprannumero, con esclusione della Pediatria. Basta controllare i turni dei vari reparti per accorgersi della evidente disparità nella distribuzione del personale. In un reparto dopo lo smonto notte il personale, talvolta, beneficia di tre riposi consecutivi nonostante ci siano operatori in ferie, mentre in Pediatria, dopo lo smonto notte, sono costretti a tornare in servizio già la mattina successiva;
  • all’organico già ridottissimo della Pediatria prima dell’estate, bisogna sottrarre, al momento, un Infermiere Pediatrico in aspettativa e, dall’1/8/2014, un’altra unità in pensione mai sostituite.

Ci troviamo di fronte al collasso assistenziale infermieristico nella Pediatria, con il personale ormai stressato e che non riesce più a garantire un servizio adeguato ai piccoli pazienti ed una situazione grave che potrebbe determinare la chiusura dell’unità operativa con un percorso simile a quello avvenuto per la chiusura definitiva dell’Ostetricia Ginecologia.

Si chiede un intervento diretto di Codesta Direzione Generale per una revisione totale della distribuzione del personale infermieristico nel nosocomio di Ostuni per evitare ulteriore chiusure dei reparti.

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Commenti

Una risposta a “Ospedale di Ostuni. Fials: a rischio anche Pediatria”

  1. Avatar Piero
    Piero

    Sono dell’opinione che l’eventuale futura chiusura di reparti dell’Ospedale di Ostuni sia un bene. Beninteso, non mi riferisco alla qualità dei servizi erogati, quanto a una mera riorganizzazione più efficiente della rete ospedaliera locale. Il nosocomio di Ostuni è un piccolo ospedale, e dovrebbe occuparsi strettamente della fornitura di servizi di emergenza/urgenza: guardia medica, posto di pronto soccorso e, al massimo un reparto di medicina ed uno di chirurgia (per quello che servono) o di reparti di lungodegenza per riabilitazione e similari.
    Un livello qualitativamente elevato di cure è possibile solo in ospedali di maggiori dimensioni, forniti di ogni tipo di specialisti e con reparti di terapia intensiva. Lavoro nel settore e posso garantire che non mi ricovererei MAI in un ospedale come quello di Ostuni (se non per interventi di piccola chirurgia o roba del genere). La mia valutazione, ripeto, non ha nulla a che vedere con la qualità delle prestazioni o la competenza dei Medici che ci lavorano.
    Conviene investire le risorse in un numero minore di poli ospedalieri, dislocati in modo omogeneo sul territorio. Per il resto, si garantiscano solo servizi di emergenza. D’altra parte, il Perrino è a 20 min di ambulanza.
    Tutto il resto è propaganda politica.

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