Provinciali. Le larghe intese coinvolgano anche le civiche

Si avvicina la data delle elezioni provinciali e mentre a Taranto la base dei partiti del centrosinistra sta riuscendo a stoppare le larghe intese, a Brindisi sembra si diano per scontato, nonostante Emiliano abbia già affermato di non essere d’accordo. Un comunicato stampa di due consiglieri di Latiano, Gabriele Argentieri e Mauro Vitale, chiede, anzi, che nell’accordo per le larghe intese, che coinvolge Pd, Ncd e Forza Italia, siano coinvolte anche le liste civiche. Ecco il comunicato:

Il dibattito animatosi in vista delle elezioni provinciali ormai alle porte suscita in noi alcune riflessioni che intendiamo condividere pubblicamente.

L’iniziativa di Partito Democratico, Forza Italia e Nuovo Centrodestra, tesa alla costituzione di una lista unica, appare coerente con il momento politico generale e sembra corrispondere responsabilmente all’esigenza di affidare ad una partecipazione ampia la gestione di un Ente destinato – salvo intoppi o ripensamenti nell’iter legislativo di riforma già avviato – alla dismissione nel volgere di pochi esercizi.

Tuttavia la consultazione di secondo livello, che chiamerà al voto tutti i Consiglieri Comunali ed i Sindaci attualmente in carica nella nostra Provincia, non potrà vedere confinati in un ruolo passivo i tanti esponenti di raggruppamenti civici e di movimenti locali che nulla hanno contro i Partiti nazionali e che, anzi, in occasione delle elezioni per i livelli istituzionali più centrali (europee, politiche, regionali), costituiscono preziosi riferimenti nelle realtà comunali.

Esiste infatti, nella nostra Provincia, una ricca esperienza di liste civiche e di movimenti locali – spesso maggioritari, pur nella loro eterogeneità e distinzione, nell’ambito delle assise comunali – che esprimono sensibilità ben radicate nei vari contesti territoriali e che si fondano su chiari riferimenti politici: dal cattolicesimo democratico all’ambientalismo, dal socialismo al liberalismo ed anche altro.

Si tratta, insomma, di esperienze di rappresentanza popolare che rispettano i Partiti nazionali ma che faticano a ricondursi ai loro schemi: uomini e donne che sanno bene cosa è la Politica e che riescono ad esprimere posizioni e condotte significative nel livello istituzionale di afferenza.

Le ragioni che determinano questa esigenza di distinzione e di originalità risiedono, comprensibilmente, sia nella diaspora, tuttora non completamente esauritasi, prodotta dalla fine dei Partiti della Prima Repubblica e sia nella crisi che affrontano i Partiti nazionali di oggi: soprattutto nella definizione del loro ruolo e delle loro forme organizzative.

Auspichiamo dunque che l’iniziativa di Partito Democratico, Forza Italia e Nuovo Centrodestra, in vista di queste “elezioni provinciali 2.0”, si apra alle liste civiche ed al movimentismo locale, riconoscendone lo spessore politico – culturale e la reale consistenza elettorale.

In caso contrario, dispiacerà prenderne atto e sarà doveroso approntare una iniziativa politica a tutela della dignità di una consistente parte dell’elettorato di Brindisi e Provincia.

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