Ostuni, cittadina rumena denunciata per furti di oggetti d’oro e denaro a diversi anziani

Riceviamo e pubblichiamo:

Si comunica che nella serata di ieri, a conclusione di laboriose indagini che si sono protratte per alcune settimane, è stata localizzata, individuata e bloccata la cittadina rumena R.C.A., di anni 46, residente in Ostuni, prostituta, ritenuta responsabile di alcuni furti di rilevante entità perpetrati ai danni di vari anziani che, dopo essere stati dalla stessa abilmente adescati – prevalentemente nella locale “villa comunale” –erano stati fatti oggetto di arditi atti sessuali funzionali a derubarli di oggetti in oro e danaro.

Le indagini erano scattate a seguito di segnalazioni secondo le quali, in questa villa comunale,erano operanti alcune prostitute extracomunitarie dedite a tale turpe attività, condotta con sistematicità. Erano stati eseguiti appostamenti che avevano consentito di verificare, anzitutto la veridicità della segnalazione, poi, di individuare già alcune donne potenziali sospettate.

Difatti, a margine di tale complessa attività di indagine, grazie a pedinamenti (seguendo alcuni anziani che, sovente si notavano accompagnarsi ad avvenenti donne, per poi letteralmente “scomparire” nelle strettoie del borgo ottocentesco, è stato possibile acquisire i primi elementi poi effettivamente risultati utili ai fini delle indagini. In fine, è stata localizzata l’abitazione della citata indagata. Inoltre, era stato rilevato anche un consistente andirivieni di qualche donna extracomunitaria ed anziani dai bagni comunali posti a margine del medesimo parco.

All’esito, erano stati identificati alcuni anziani che, invitati in Commissariato e posti dinanzi all’evidenza, avevano finito col confermare di essere stati adescati proprio si trovavano nella villa comunale (loro abituale luogo di ritrovo), confessando anche di essere anche stati derubati di costosi oggetti aurei e consistenti somme di danaro. In fine, con non poche intuibili difficoltà (vincendo le ovvie titubanze legate alla “riprovazione” che avrebbero potuto ricevere dai congiunti qualora fossero emerse le loro generalità), i poliziotti sono riusciti a raccogliere le relative “confessioni-denunce”, prendendo atto di una situazione a dir poco scapricciante e scabrosa.

Tra le donne coinvolte in tale illecita attività prostitutiva, è subito emersa la figura della quarantaseienne rumena R.C.A.;giovandosi dei consistentielementi complessivamente raccolti, quest’ultima è stata bloccata nel pomeriggio di ieri. Anch’ella, posta dinanzi all’evidenza, non ha potuto che confermare le sue… malefatte, lasciando emergere, a sua volta, storie di forti disagi, sociale ed economico, seppur con implicazioni di tipo criminale (la stessa annovera precedenti penali per furto ed altro, per fatti commessi anni addietro in altre città d’Italia, ivi compresa Perugia).

Il modus operandi attuato da costei, sostanzialmente, era costituito da un clichet: dopo aver individuato l’anziano da spennare (in movimento, ovvero allorquando la vittima era seduta alla panchina, da solo), la rumena gli si avvicinava e, con fare lascivo, si presentava. Facevano seguito alcuni convenevoli, nell’ambito dei quali, con vari espedienti, lasciando intravedere parti intime, la donna assumeva un atteggiamento ammiccante e sexy. Progressivamente, la stessa proponeva all’anziano (settantenni – ottantenni) di appartarsi. Quando ciò avveniva, la “strana coppia” si appartava all’interno dei bagni pubblici esistenti al margine della stessa villa comunale; in taluni casi, quando “il caso” lo richiedeva (il furto si prospettava più articolato e laborioso), l’anziano veniva condotto addirittura nella (squallida) abitazione della prostituta-ladra. Indi, aveva inizio la sequenza erotica: la donna si denudava e poi, pian piano, abbracciava la vittima con vigore (verosimilmente simulando passionalità), passando a baci di vario genere, palpazioni alle parti intime e, in qualche caso, ad atti sessuali.

Era proprio mentre era in atto tale “sequenza erotica”, che avveniva l’”alleggerimento”, ovvero il furto di oggetti preziosi o somme di danaro. Difatti, la stretta energica della donna perseguiva esattamente una doppia funzione: comprendere se la vittima avesse un portafogli (nel qual caso la ladra prelevava dal medesimo le banconote contenute), ovvero evitare che l’anziano di turno si avvedesse del fatto che gli venisse abilmente slacciata ed asportata la collanina in oro portata al collo.

L’ardua e complicata attività di ricostruzione dei fatti ed episodi condotta dai poliziotti, ha consentito di anche di individuare altre persone, incensurate, ostunesi (pensionati al di sopra di ogni sospetto), le cui potenziali (gravi) responsabilità sono tuttora a vaglio.

Grazie alla grande mole di elementi, i poliziotti sono riusciti persino a recuperare numerosi oggetti in oro (prevalentemente collanine, crocefissi, monili di vario genere) che la donna aveva già venduto “fuori piazza”, ossia a debita distanza dalla città di Ostuni, in un grande negozio “compro-oro” esistente in Fasano, così ritenendo di affrancarsi da possibili controlli di polizia. Anche in tal caso, sono in corso ulteriori accertamenti, vi comprese le persone che si erano adoperate per lì accompagnare la prostituta per la monetizzazione della refurtiva. Sottoposti ad acquisizione i relativi registri dell’attività.

Nel contempo, vistasi totalmente smascherata, all’evidente scopo di alleggerire la sua posizione processuale, invero gravissima, R.C.A. ha già qui consegnato danaro per oltre 1000,00 euro, in contanti, destinato alla restituzione agli aventi diritto.

Le indagini sono affatto concluse, poiché sono al vaglio:

–          altre posizioni di connazionali della prostituta-ladra;

–          sono in corso accertamenti per identificare altri anziani cui sono stati sottratti oggetti in oro rinvenuti nel negozio “compro-oro”, in Fasano, ad oggi privi di proprietario;

–          saranno sentiti altri anziani sospettati di aver fruito dei “favori” dell’odierna indagata e di altre sue “colleghe”;

–          saranno sentiti numerosi testimoni, indubbiamente in grado di circostanziare l’illecita attività scoperta.

R.C.A., è stata denunciata in stato di libertà perché ritenuta responsabile di furti pluriaggravati (artt. 624-625 c.p.), col vincolo della continuazione. Non si escludono altre imputazioni. Le indagini sono state costantemente seguite dal V. Quest. dott. Francesco Angiuli, che ha seguito le frenetiche e delicate fasi investigative assieme al dott. Pierpaolo Montinaro, P.M. presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Brindisi (che ha già convalidato gli atti di P.G. ed i sequestri).

Indagini ancora in corso anche mediante costanti controlli delle Volanti in questa villa comunale, onde scongiurare che il fenomeno criminoso possa perpetuarsi.

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