Intercultura costruisce relazioni di Pace

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Società


Pubblichiamo un contributo del Prof. Francesco Palmisano.

Mentre ascolto, sconvolto, le notizie sull’ultimo attentato omicida a Parigi da parte del fondamentalismo islamico,  penso a quanto sforzo ha fatto e sta facendo INTERCULTURA per stabilire nel mondo una cultura di pace e di dialogo fra popoli, culture e religioni diverse.

Ho avuto la fortuna di partecipare all’ultimo Congresso Nazionale di INTERCULTURA  a Parma, nel novembre 2014. E’ stata una grande occasione per conoscere meglio le origini dell’associazione, quando nel 1915, anno di inizio della prima guerra mondiale, nasceva AFS (American Field Service), un gruppo di volontari che, partiti dagli Stati Uniti, si recarono in Francia e in poi in diversi altri paesi, per soccorrere con le ambulanze feriti di ogni nazionalità sui campi da guerra. Quel movimento diventò poi una grande associazione mondiale per gli scambi studenteschi.

Ho fatto anche una bellissima esperienza a Roma, a metà dicembre scorso, dove, con un gruppo di 8 volontari, abbiamo accolto un gruppo di  40 ragazzi e ragazze da 15 a 17 anni, provenienti dalla Malesia e dalla Mongolia, per un percorso di studio  bimestrale in Italia, venuti così giovani da così lontano e senza un accompagnatore.  C’erano musulmani, buddhisti e cristiani.

Mi piace ricordare che, come Centro locale Intercultura di Putignano, abbiamo ricevuto 42 domande per studiare all’estero. Di queste, 3 sono di ragazzi locorotondesi, ai quali auguro davvero di poter partire per una grande esperienza, che segnerà la loro vita.

I prossimi appuntamenti a cui spero di partecipare sono il Convegno Nazionale a Trento dall’1 al 3 maggio 2015 (a cui sono già iscritto) e il Volunteer Summer Summit a Berlino dal 9 al 14 agosto 2015, organizzato annualmente dall’EFIL (European Federation for the Intercultural Learning), che ha sede a Bruxelles e fa un grande lavoro insieme al Consiglio d’Europa. Nel 2013 sono stato al Summit in Danimarca e a luglio 2014 sono stato in Bosnia.

C’è davvero un  grande lavoro per costruire relazioni positive che siano una reale alternativa a tutto l’odio che la TV ci fa arrivare da Ucraina, Siria, Afghanistan, Pakistan e da tutti quei luoghi dove pare che qualcuno goda a dividere e separare invece che unire.

Impegniamoci a  conoscere meglio tutte le iniziative, come quelle di INTERCULTURA, che mirano solo a rendere più bello e solidale questo nostro mondo.

 

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