Nessuna restrizione per i cacciatori. Parla l'assessore Martino Santoro

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Cronaca, Società


“Tutto è cominciato con una nota da parte del Consiglio dei Ministri nella quale si annunciava che si chiudeva anticipatamente l’attività venatoria su alcune specie cacciabili: il tordo bottaccio e la cesena”.

Così comincia questa storia che vede come protagonisti numerosi cacciatori di Locorotondo, il sindaco Tommaso Scatigna e l’assessore all’urbanistica e alle politiche sociali Martino Santoro. Noi questa storia ce la siamo fatti raccontare proprio da quest’ultimo che ha seguito nei dettagli tutta la vicenda. Da quello che ci racconta l’assessore scopriamo che numerosi sono stati i cittadini cacciatori con regolare permesso, che hanno chiesto delucidazioni su un eventuale decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, scaturito a seguito di una proposta del Ministro dell’Ambiente, che bloccava la caccia al tordo bottaccio, alla cesena e alla beccaccia, a partire dal 20 gennaio sino alla chiusura generale della stagione venatoria in alcune Regioni.

“Se nonché c’era solo la nota valevole per tutto il territorio nazionale, ma non c’era la documentazione ufficiale, inoltre, su questa nota non era menzionata la Regione Puglia. Allora noi siamo stati costretti, a seguito di diverse richieste da parte de nostri concittadini, a intervenire fattivamente con una richiesta scritta da parte sindaco”.

Ed è proprio a questo punto che il sindaco Tommaso Scatigna si mobilita per chiedere delucidazioni immediate al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in merito a questo fantomatico decreto restrittivo sul calendario venatorio. Qualche tempo dopo arriva al Comune la seguente lettera da parte del Ministero dell’ambiente firmata dalla dott.ssa Giovanna Amedei:

“Gentile Sindaco,

il Consiglio dei ministri non ha adottato una specifica delibera di modifica del calendario venatorio della Regione Puglia in quanto la stessa Regione, lo scorso dicembre, si era formalmente impegnata a modificare, di propria iniziativa, il calendario in questione. 

Ad oggi, non ci risulta che tale modifica sia intervenuta, anche se l’intenzione di procedere in tal senso ci è stata successivamente confermata, per le vie brevi, più volte e, da ultimo, in data odierna.

Le suggerisco di sentire l’Assessorato competente della sua Regione.”

Una serie di rimandi e di rinvii che fanno soltanto confusione e confutano in qualche modo la fantomatica notizia della modifica del calendario venatorio.

In altre parole: “fino a quando la regione Puglia non provvede ad adempiere alla richiesta del  Ministero non scattano i vincoli di divieto di caccia nei confronti di queste due specie (tordo bottaccio, cesena) di conseguenza i cacciatori posso stare tranquilli, nulla è cambiato, per il momento nessuna restrizione”.

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