Omicidio Aquaro. A parte il fermo, poche certezze

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Cronaca


Rimane parzialmente irrisolto l’omicidio di Martino Aquaro, il tranquillo pensionato INPS che ha perso la vita in un sabato qualunque nella sua villetta di campagna. Dopo la conferenza stampa di ieri sera, alla presenza del Procuratore capo di Taranto, Franco Sebastio e del Questore Enzo Mangini, oltre agli uomini del commissario Salmeri, non c’è nessuna altra certezza a parte l’efferatezza del gesto e il nome di chi è stato fermato e tradotto nel carcere di via Speziale, in attesa dell’interrogatorio del Gip di turno. Sebbene nelle prime ore del pomeriggio di ieri fosse quasi ufficiale il movente del furto, col passare delle ore l’ipotesi è diventata sempre più nebulosa, tanto da non avere nessuna conferma ufficiale da parte di chi ha partecipato alla conferenza stampa.

Gli unici elementi certi, finora, sono il fermo di Angelo Semeraro, trentreenne di Martina Franca e l’efferatezza del delitto. Quest’ultimo elemento, in un primo momento, ha fatto dubitare gli inquirenti sulla possibilità del furto andato male, ma poi, col passare delle ore, grazie al lavoro di indagine coordinato dal commissario Francesco Salmeri e condotto dagli ispettori Carrieri e Bello del commissariato di Martina Franca, si è arrivati a trovare il presunto assassino.

Presunto perchè, come ha tenuto a ripetere più volte il Procuratore capo di Taranto, Franco Sebastio, non è mai certo nulla fino alla condanna definitiva.

Se il movente potrebbe essere il furto, ma inserito in una condotta particolare tenuta da Semeraro, gli indizi che hanno portato gli agenti a fermarlo e tradurlo in carcere a disposizione del Gip sono quasi inconfutabili. Innanzitutto le immagini di una videocamera che lo porrebbero dalle parti del luogo del delitto nei minuti in cui sarebbe successo. E poi le tracce di sangue sulle scarpe di Semeraro e sui jeans, rimaste anche se stati lavati. Quindi quel coltello con la svastica nazista, che sarebbe stata l’arma del delitto.

Dubbi pure sulla dinamica: le indagini non si sono fermate ieri, ma preseguiranno nei prossimi giorni, al fine di tradurre i fortissimi indizi in prove inconfutabili. Sicuramente Martino Aquaro è stato ucciso a causa di una coltellata, anche se sembra abbia subito percosse con una mazza di scopa, trovata sul posto spezzata a metà, di cui una completamente ricoperta di sangue.

Non si comprende, quindi, per il momento, quale potrebbe essere stato il movente: gli inquirenti non confermano nè smenstiscono che ci sia un tentato furto alla base, nè che i due si conoscessero. Non è stato possibile nemmeno avere conferma se ci sia stata o meno una confessione, nonostante il comunicato ufficiale della Questura dicesse il contrario. Ennesimo elemento oscuro.

Quello che rimane sono due famiglie distrutte da un gesto criminale insensato in un qualunque sabato pomeriggio in una villetta di Martina Franca.

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